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MASSIMO CIANCIMINO / Da Provenzano a Riina, parla il figlio dell'ex sindaco di Palermo, udienza rinviata causa lieve malore (News, oggi 4 febbraio 201

Si è svolta oggi a Palermo l'udienza del processo per la trattativa tra Stato e mafia nel corso della quale ha preso la parola il figlio dell'ex primo cittadino di Palermo, Ciancimino.

Massimo Ciancimino Massimo Ciancimino

Nel corso dell'udienza per il processo sulla trattativa Stato-mafia, a prendere la parola è stato oggi Massimo Ciancimino, figlio dell'ex primo cittadino di Palermo, Vito. Teste, oltre che imputato per concorso esterno alla mafia, Ciancimino Jr è stato definito un vero e proprio fiume in piena, dando il via ad un racconto dettagliato di quanto vissuto in prima persona e di quanto appreso stando a stretto contatto con il padre. Dai frequenti incontri con Provenzano da parte del padre (lui ha ammesso di non aver mai partecipato direttamente non essendone "abilitato", pur accompagnando ugualmente Vito Ciancimino), a Totò Riina, passando per Matteo Messina Denaro. Di Bernardo Provenzano – la cui vera identità la scoprì solo alla fine degli anni ’70 - Massimo Ciancimino ha raccontato al pm Di Matteo dei rapporti con il padre, proseguiti anche dopo il 1980 seppur con maggiore cautela. I suoi interventi sono stati sempre indiretti, nonostante abbia ammesso il consueto "saluto col bacio". "Era molto paterno con me", ha riferito, come riporta oggi il sito de Il Corriere della Sera. Ciancimino Jr ha ammesso di aver fatto da tramite tra Riina e Provenzano. Era lui a trasmetter i "pizzini", nel bel mezzo degli anni '90, quando aveva appena vent'anni. E' stato sempre il figlio di Ciancimino a portare i messaggi del padre Vito a Provenzano. Uno scambio di "pizzini" che lo stesso ha ricordato essere andato avanti per diverso tempo. Al cospetto della Corte d'Assise, Massimo Ciancimino ha raccontato nei minimi dettagli come avveniva la lettura della corrispondenza da parte dell'ex sindaco di Palermo, che si muniva di appositi guanti in lattice per poi fotocopiarne il contenuto e bruciare tutto in un secondo momento. Fitta corrispondenza anche tra Ciancimino padre e Totò Riina, del quale ha ricordato i momenti di grande ilarità vissuti al ricevimento di ogni sua lettera considerata dallo stesso "sgrammaticata". Tra i ricordi di Massimo Ciancimino rivelati nel corso dell'udienza per il processo sulla trattativa tra Stato e mafia anche un accenno a Matteo Messina Denaro che ha fatto intendere non avere la totale stima del padre, tanto da riferire: “Era cretin0 il padre, figurati il figlio...”. La lunga udienza odierna alla fine è stata sospesa e rinviata al prossimo venerdì a causa di un lieve malore da parte di Ciancimino.

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