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UNIONI CIVILI/ Blangiardo: da 7.500 coppie gay a 500mila, l'errore non è di calcolo...

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Nei censimenti precedenti al 2011 si era trovata un’altra soluzione: quando una coppia si dichiarava tale e i sessi non erano uno diverso dall’altro, il sistema di controllo provvedeva a rettificare. Era considerata cioè come una dichiarazione incompatibile con le regole, e conseguentemente veniva di fatto cancellata. Tanto è vero che nei censimenti precedenti non erano rilevate coppie dello stesso sesso.

 

Quindi il censimento del 2011 ha rappresentato una novità?

Sì, e questa novità è stata colta da soggetti autorevoli come un’opportunità per contare finalmente il fenomeno delle coppie gay, del quale la stessa Ue ci chiede di tenere conto. Sembrava dunque l’occasione per fare chiarezza su una realtà di massa. Il dato che è uscito non ha però confermato questa idea, e ciò ha in qualche modo spiazzato qualcuno. A questo punto la cosa più naturale era quella di dire che i numeri non sono veri.

 

Dunque quella sulle unioni gay sembra una norma ad hoc per un gruppo di persone veramente piccolo. E’ una dinamica che prenderà sempre più piede, per esempio sull’eutanasia?

Questa è la debolezza del sistema democratico, il quale anziché basarsi sul potere della maggioranza dà spazio a chi ha più voce sui media. In questo modo chi grida più forte o ha gli amici giusti ottiene quello che vuole.

 

(Pietro Vernizzi)



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