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PROFESSORE LICENZIATO / Fece pipì all'aperto: "Farò ricorso!" (La Vita in Diretta, oggi 5 febbraio 2016)

Pubblicazione:venerdì 5 febbraio 2016

Stefano Rho, professore licenziato Stefano Rho, professore licenziato

PROFESSORE LICENZIATO A BERGAMO PER AVER FATTO PIPI’ ALL’APERTO UNDICI ANNI PRIMA, OSPITE A LA VITA IN DIRETTA RACCONTA LA VICENDA (NEWS, OGGI 5 FEBBRAIO 2016) - Ad aprire la nuova puntata di oggi de La Vita in Diretta è stato Stefano Rho, professore di filosofia di Bergamo che si è reso protagonista di un bizzarro caso: il giovane docente è stato licenziato per aver fatto, undici anni prima, pipì all'aperto. La vicenda che appare piuttosto paradossale, è stata raccontata dallo stesso professore 43enne al cospetto della conduttrice Cristina Parodi. Il docente ha quindi narrato la storia che lo vide coinvolto undici anni prima insieme ad un amico, la sera di Ferragosto del 2005, di ritorno da una sagra di paese nel bergamasco. Dopo aver bevuto una birra e fatto tardi tra una chiacchiera ed un'altra, nell'oscurità della notte i due si fermarono a far pipì in un cespuglio. "Subito siamo stati redarguiti da una pattuglia dei Carabinieri che proprio in quel momento stava scendendo dal paese, hanno preso le generalità e ci hanno fatto una ramanzina bonaria pensavamo tutto fosse finito lì", ha raccontato il professore. Ed invece, a distanza di un anno, i due amici si ritrovano imputati per atti contro la pubblica decenza e con un'ammenda di 200 euro che "in realtà non era mai stata notificata", ha aggiunto il 43enne in trasmissione. L'episodio avrà in futuro un forte peso sulla professione di Stefano Rho a causa di un'autodichiarazione nella quale sosteneva di non aver riportato "condanne penali e non essere destinatario di provvedimenti amministrativi scritti del Casellario giudiziario". Per la Corte dei Conti, tuttavia, l'evento avvenuto anni prima è da considerarsi un reato quindi sufficiente al licenziamento per il posto di ruolo che il professore aveva appena ottenuto. A La Vita in Diretta è intervenuto al telefono la dirigente scolastica provinciale della provincia di Bergamo, Patrizia Graziani: “La vicenda è stata vissuta con sentimenti di tristezza pur con la consapevolezza di dover adempiere alla richiesta della Corte dei Conti. Non si è potuto far nulla perché una volta accertata la documentazione abbiamo avviato il procedimento e ritenuto che non ci fossero le condizioni pe procedere al licenziamento. La registrazione dei contratti è di competenze della ragioneria territoriale dello Stato che ha scritto alla Corte dei Conti”. Il professore ora potrà rivolgersi al Giudice del Lavoro ed in merito ha commentato: “Certamente farò ricorso!”.



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