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Padre Graziano / News, svolta nel processo: borsello di Guerrina Piscaglia tra gli oggetti del prete (oggi, 5 febbraio 2016)

Padre Graziano si è ambientato nella sua nuova sistemazione romana ma prima ha ringraziato con una lettera il personale del carcere di Arezzo che lo ha ospitato fino allo scorso lunedì.

Guerrina Piscaglia Guerrina Piscaglia

E forse oggi arriva la svolta decisiva nel processo a Padre Graziano, prete congolese accusato di omicidio e occultamento cadavere di Guerrina Piscaglia, donna scomparsa da ormai mesi nelle campagne aretine. In diretta a Pomeriggio 5 si parla della svolta: nel processo questa mattina, è arrivato il colpo di scena, durante l’udienza in aula, con Gratien assente (è ai domiciliari a Roma in convento) la sorella di Guerrina, Donatella, messa davanti agli oggetti rinvenuti di Padre Graziano ha riconosciuto un portafogli della sorella: «Sono sicura, quel borsello apparteneva a Guerrina. A me i Carabinieri non avevano detto dove l’avevano trovato prima di oggi, quindi io non sapevo fosse da Padre Graziano». Durante le indagini non era stata così certa, e nel borsello era presente anche un assorbente. Cosa si facevano a questo punto quegli oggetti tra le cose del prete? In aula ha testimoniato anche la ragazza che riteneva di aver visto Guerrina a Novafeltria ma che ora ha mezzo ritrattato: sembrerebbe in sintesi uno scambio di persona dovuto alla suggestione del momento.

Dallo scorso lunedì 1 febbraio, Padre Graziano è uscito dal carcere di Arezzo per trascorrere gli attesi arresti domiciliari presso il convento dei Premostratensi di Roma. Il presunto assassino di Guerrina Piscaglia, dunque, è tornato nel medesimo luogo dove lo scorso aprile fu arrestato, ma questa volta lo ha fatto provvisto di braccialetto elettronico. Qui Padre Graziano potrà interagire con i suoi legali e con gli altri confratelli, ma anche accedere alla canonica, telefonare ed usare il computer. E' quanto riporta il Corriere di Arezzo che ha seguito l'intero giallo di Guerrina Piscaglia sin dal primo maggio di due anni fa, quando fece perdere le sue tracce da Ca' Raffaello, piccolo centro dell'Aretino. Sempre secondo il medesimo quotidiano, il religioso di origine congolese, da pochi giorni agli arresti domiciliari, avrebbe voluto ringraziare il personale del carcere di Arezzo che lo ha finora ospitato con una lettera. La missiva sarebbe stata lasciata alla struttura prima della sua uscita, accompagnato dalla polizia penitenziaria fino al convento romano che ora lo accoglie. Nel testo sarebbe stata resa nota la sua enorme gratitudine e la lettera sarebbe terminata con una benedizione. Secondo quanto trapelato dal Corriere di Arezzo, inoltre, Padre Graziano, l'unico indagato per l'omicidio della casalinga 50enne Guerrina Piscaglia, non sarà presente domani 5 febbraio in occasione della nuova tappa del processo in Corte d'Assise. Se è vero che il frate sarebbe potuto tornare ad Arezzo solo in occasione delle prossime udienze, si apprende che il religioso avrebbe preferito restare nella sua nuova sistemazione. La reazione della famiglia Piscaglia, in merito alla misura dei domiciliari, è stata durissima al punto da averla definita "inopportuna": "Deve ancora dire dove è Guerrina", ha ribadito per mezzo dell'avvocato Leonardi.

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