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UNIONI CIVILI/ La realtà si può negare, ma poi la natura si ribella

Pubblicazione:venerdì 5 febbraio 2016

Durante il Family day al Circo Massimo (Infophoto) Durante il Family day al Circo Massimo (Infophoto)

Caro direttore,
le idee che mi sono rimaste impresse dal Family day sono poche, quattro o cinque, ma chiare. Innanzitutto il concetto di "natura", che non è affatto un'evidenza condivisa su alcuni principi, quella sì crollata miseramente, bensì la risposta che la natura dà a un suo cattivo utilizzo. La natura infatti prima o poi si ribella. Quelli che hanno fatto la resistenza a regimi ingiusti semplicemente non tolleravano la riduzione della loro umanità. Succede lo stesso in altri campi: molti bambini concepiti in provetta hanno bisogno di sapere di chi sono, qual è la loro radice, se no stanno male. I bambini adottati hanno spesso problemi gravi di identità: la catena naturale degli eventi, quella che fa stare bene, è "generare e accogliere", ma quando il secondo momento, quello dell'accogliere, viene meno, il benessere è compromesso. Probabilmente sarà lo stesso per quelli che sono il frutto di un ovocita e di un utero di due diverse "donatrici" ignote, le quali entrambe li hanno ceduti, stavolta per denaro. Già oggi i ragazzi hanno ansie da prestazione spropositate temendo di non essere all'altezza delle aspettative di genitori che li hanno concepiti: come sarebbe se li avessero pagati (tanto)? 

Fa parte del dato naturale anche la relazione intrauterina che determina uno scambio con la madre di emozioni ed esperienze precoscienti nel feto: la madre è un "fenomeno antropologico". La puericultura moderna ne tiene molto conto (le musiche sentite mentre il bimbo era nella pancia continuano a calmarlo anche dopo). Anche i cuccioli di animale hanno lo stesso istinto (in Italia tutelato dalla legge: non si può togliere un cucciolo alla madre prima di un certo periodo). Il dato di realtà può ovviamente essere negato, ma tendenzialmente ciò lascerà il segno. L'uomo è un "essere desiderante" (come dice lo psichiatra citato da Gandolfini), che però deve fare i conti con il proprio limite pena la nevrosi: esiste un limite così reale che se lo si supera scatta la malattia psichica. Dunque le risposte della natura sono dolorose, fanno male, come sbattere il muso contro un muro che non si sapeva ci fosse: sono la risposta che la realtà maltrattata dà a chi la maltratta. 

Fra i dati di realtà c'è il bambino: c'è e ha bisogno di essere rispettato come persona. Invece nel mondo sedicente progredito può essere comprato, selezionato secondo certe caratteristiche, prenotato, consegnato, eventualmente rifiutato se non risponde alle caratteristiche della prenotazione. Può anche essere soppresso se è soprannumerario. La vendita di figli nati è fortemente sanzionata dalle leggi delle culture sedicenti progredite, mentre si ammetterebbe l'acquisto su ordinazione. La legge, che dovrebbe tutelare il bisogno primario di ciascun bambino (non essere un oggetto, sapere di chi è e da quale radice esce), invece garantisce l'adulto che paga, e lo chiama amore. 


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