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MALEDETTO WEEK-END/ Come uscire dal cliché della domenica?

Come uscire dal cliché della domenica? Basta andare all' Osteria Al Castelletto nella zona del Prosecco tra Pieve di Soligo e Farra di Soligo. Ne parla PAOLO MASSOBRIO

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Noi siamo quelli del lunedì. Gli impazienti della domenica, anzi per dirla tutta, quella che mal sopportano la domenica perché è un cosa un po’ troppo lenta. E poi un conto è la domenica in un bel paese di provincia, con la messa granda e l’aperitivo al bar del paese dove ti ritrovi dopo una settimana, un conto in città, nel grigio di una giornata che mette tristezza sia col sole e sia con il piuviscolo. Siamo dei malati, noi del lunedì. E l'unica speranza, per noi, è una domenica dove succede qualcosa fuori dal cliché e soprattutto fuori dal divano sprofondato. Eppure per noi che siamo sempre attivi, la domenica ci riserva i ristoranti chiusi, gli amici tristi che pensano all'inizio di una settimana piena di impegni e magari di vessazioni. Insomma di incognite sul lavoro. Ecco costoro si risvegliano soltanto il giovedì. Ma è tardi. A noi piace il lunedì, invece, se ancora non s’è capito: quando si accendono i motori, anche se il cellulare poi squilla solo il martedì perché chi ti deve chiamare al lunedì è depresso. Ma la depressione per questi è iniziata già la domenica sera con la pizza indigesta, accidenti, mentre l'uomo che si faceva chiamare lunedì fa una cena, la domenica sera, coi fiocchi, apre una bottiglia giusta, anche , altrimenti, non dormirebbe, tanto attende l'agone del lunedì. E la cena del lunedì è un altro premio, mentre poi si va a stecchetto dal martedì al sabato. Il tempo libero, insomma è il problema di questi tempi.

Non c'è tempo libero se non viene liberato dagli schemi. Questa è la verità. E lo schema codificato del venerdì sera aperitivo, sabato a casa degli amici e domenica pranzo è una prigione. Io vorrei essere la domenica sera con Clementina Viezzer, una signora di 71 anni che gestisce un'osteria a Pedeguarda di Follina. Si chiama Osteria Al Castelletto (tel. 0438842484), ed è nella zona del Prosecco tra Pieve di Soligo e Farra di Soligo. Andrei da lei solo per vedere il suo sguardo ironico, oltre che per mangiare quel risotto al radicchio e il filetto di carne con le patate che mi ha cucinato una di queste sere, col camino acceso in centro sala e una bottiglia di Prosecco di Primo Franco che mi ricordo ancora. A due passi c’è anche un comodo alberghetto, l’Hotel Villaguarda (tel. 0438/980814) dove quando arrivi ti dicono che nel prezzo è compreso un calice di Prosecco. E la mattina, che colazione fantastica! Tutti, nell’albergo e in trattoria, indossano il grembiule della birra Follina, che da quest’anno svetta fra le migliori birre del mio Golosario, e che a Golosaria a Milano s’è fatta conoscere.