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GIOSUÈ RUOTOLO / News, le parole dell'avvocato: "E' sereno anche se molto affaticato" (Oggi, 10 marzo 2016)

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Trifone e Teresa  Trifone e Teresa

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GIOSUÈ RUOTOLO, L’AVVOCATO RIGONI STERN DOPO L’INTERROGATORIO DI GARANZIA: SI ATTENDONO TUTTI GLI ATTI PRIMA DI STUDIARE LINEA DIFENSIVA (ULTIME NEWS, OGGI 10 MARZO 2016) - Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa nell'ambito di quello che è stato definito il duplice delitto di Pordenone, sarebbe stato descritto dal suo legale, l'avvocato Roberto Rigoni Stern, "sereno". Da pochi giorni in carcere a Belluno, dopo sei mesi nei panni di indagato, Ruotolo si sarebbe avvalso oggi della facoltà di non rispondere, in occasione dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto in mattinata. "Attendiamo di acquisire tutti gli atti di indagine per predisporre una linea difensiva coerente con l'obiettivo del ragazzo di uscire da questa situazione", ha spiegato il suo avvocato, come riporta il Corriere delle Alpi. Nei prossimi giorni lo stesso legale presenterà al Tribunale del Riesame di Triste ricorso contro il provvedimento restrittivo della libertà personale del suo assistito e che sarà discusso quasi certamente nei primi giorni del prossimo mese. Nel frattempo, Rigoni Stern potrà concentrarsi sulla linea difensiva da adottare ed in merito alle attuali condizioni di Giosuè Ruotolo, in arresto dallo scorso lunedì sera, ha ribadito: "Il ragazzo è sereno, anche se molto affaticato dalla pressione che lo circonda".

GIOSUÈ RUOTOLO, DOPO L’INTERROGATORIO DI GARANZIA AVVENUTO QUESTA MATTINA, FISSATO ANCHE QUELLO PER LA FIDANZATA ROSARIA PATRONE (ULTIME NOTIZIE, OGGI 10 MARZO 2016) - Era atteso per oggi l'interrogatorio di garanzia a carico di Giosuè Ruotolo, in carcere a Belluno da alcuni giorni con l'accusa di aver compiuto il duplice delitto di Pordenone. Non ha stupito, tuttavia, la scena muta fatta dal militare di Somma Vesuviana, ex amico e commilitone di Trifone ed accusato della sua morte e di quella della fidanzata Teresa. Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, i suoi legali ora stabiliranno quale sarà la linea difensiva da seguire per dimostrare l'innocenza di Ruotolo. In merito alla fidanzata Rosaria Patrone, ai domiciliari con l'accusa di favoreggiamento, il quotidiano online Pordenone Oggi fa sapere la data fissata per l'interrogatorio di garanzia che vedrà protagonista la 24enne. Il 14 marzo prossimo, alle ore 9:00, Rosaria dovrà presentarsi presso il Tribunale di Pordenone. A renderlo noto è il suo legale, il quale ha annunciato anche un eventuale ricorso al Tribunale del Riesame di Trieste, respingendo ogni accusa a carico della sua assistita.

GIOSUÈ RUOTOLO, DOPO L’ARRESTO PER IL DELITTO DI TRIFONE E TERESA E’ STATO INTERROGATO OGGI IN CARCERE: SCENA MUTA PER IL MILITARE DI SOMMA VESUVIANA (ULTIME NOTIZIE, OGGI 10 MARZO 2016) - Da alcuni giorni il duplice delitto di Pordenone avvenuto quasi un anno fa e che è costato la vita ai due fidanzati, Trifone Ragone e Teresa Costanza, ha subito l'attesa svolta in seguito all'arresto di Giosuè Ruotolo, principale indagato. Arrestata anche la fidanzata del militare 26enne di Somma Vesuviana, Rosaria Patrone, la quale però è attualmente agli arresti domiciliari, accusata di favoreggiamento. Nella giornata di oggi, come rivelato da Il Gazzettino, Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa ed attualmente in carcere a Belluno, sarebbe stato interrogato dal magistrato su disposizione della Procura di Pordenone, ma il giovane militare avrebbe fatto scena muta. Ruotolo, infatti, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere e dopo 25 minuti di domande ed attese, il giudice bellunese avrebbe lasciato il carcere senza ottenere alcuna informazione utile ai fini del caso.

GIOSUE' RUOTOLO NEWS, L'INTERVISTA ALLA CRIMINOLOGA ROBERTA BRUZZONE (ULTIME NOTIZIE OGGI, GIOVEDI' 10 MARZO 2016) - Dice la sua su Giosuè Ruotolo e il delitto di Trifone Ragone e la fidanzata Teresa Costanza anche la criminologa Roberta Bruzzone, consulente di parte della famiglia Ragone. E lo fa in un'intervista al Messaggero Veneto. La criminologa si aspettava l'arresto di Giosuè Ruotolo visti "i pesanti indizi di colpevolezza" a suo carico. E sul presunto movente, cioè il fatto che Trifone avesse intuito l’identità dei messaggi su Facebook e forse lo volesse denunciare, Roberta Bruzzone non ha dubbi: "Sfatiamo il campo da un mito romanzesco: i grandi moventi del passato, ormai, appartengono alla letteratura, non alla realtà. Faccio questo mestiere da più di vent’anni, ho visto di tutto e, soprattutto, gli omicidi più efferati commessi per il più futile dei motivi. Non c’è uno schema predefinito, ma molto dipende dal carattere degli individui. Ci sono persone a cui basta una risposta sbagliata, o un’umiliazione pubblica, per scatenare ritorsioni violente e incontrollate che arrivano sino all’omicidio" (clicca qui per leggere l'intevista)

GIOSUE' RUOTOLO NEWS, RIPRESO DALLE TELECAMERE SUL LUOGO DELL'AGGUATO A TRIFONE E TERESA? (ULTIME NOTIZIE OGGI, GIOVEDI' 10 MARZO 2016) - Continuano le indagini sul duplice delitto di Trifone Ragone e la fidanzata Teresa Costanza per il cui omicidio è accusato l'ex commilitone di Trifone, Giosuè Ruotolo. E proprio Giosuè, arrestato nei giorni scorsi, secondo quanto riportato da Il Piccolo, sarebbe stato ripreso dalle telecamere "al volante della sua Audi A3 grigia" mentre "lascia il parcheggio di via Interna circa un minuto dopo il duplice omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone. La telecamera 14-bis, in corrispondenza dell’incrocio fra via Interna e via Gramsci lo immortala 2 minuti e 24 secondi dopo l’esplosione degli spari". Un indizio grave a carico del giovane che, sempre secondo quanto ripreso dalle telecamere, avrebbe trascorso mezz'ora nel parcheggio in cui sono stati uccisi Trifone e Teresa, come riporta sempre il quotidiano: "lo dimostrano i riscontri investigativi sulle telecamere di sorveglianza incrociati con la certosina ricostruzione fatta attraverso i racconti dei testimoni. La telecamera all’incrocio fra via Gramsci e via Interna riprende l’Audi A3 alle 19.19 mentre è diretta al palasport".

GIOSUE' RUOTOLO NEWS, SECONDO GLI INQUIRENTI AVREBBE UCCISO TRIFONE E TERESA A CAUSA DI UNA "ELEVATA CAPACITA' CRIMINALE" (ULTIME NOTIZIE OGGI, GIOVEDI' 10 MARZO 2016) - Non c'è nessun dubbio per gli inquirenti sulla colpevolezza di Giosuè Ruotolo, il caporal maggiore accusato di aver ucciso Trifone Ragone e la fidanzata Teresa Costanza, rispettivamente 28 e 30 anni, mentre sostavano nel parcheggio del Palasport di Pordenone. "Prepariamo un processo indiziario", afferma il Procuratore Marco Martani in un'intervista riportata da Repubblica, aggiungendo che Giosuè Ruotolo avrebbe commesso l'omicidio "nell'indifferenza e nell'assenza di un qualsiasi senso morale" a causa di una "elevata capacità criminale". Indagata anche Rosaria Patrone, la fidanzata di Ruotolo, che secondo il Gip avrebbe partecipato all'omicidio aggravato dalla premeditazione perché "temeva che la frequentazione di Ruotolo con Trifone lo potesse portare a tradirla con altre donne". La donna, secondo quanto emerso nelle indagini, avrebbe aiutato Ruotolo a nascondere il fatto. Un'amica di Teresa Patrone ha riferito infatti agli investigatori che mesi fa aveva chiesto alla donna se credeva che il fidanzato Giosuè Ruotolo potesse aver commesso l'omicidio di Trifone e Teresa. In quell'occasione, Rosaria Patrone avrebbe "allargato le braccia come se avesse il dubbio". Secondo i Pm Matteo Campagnaro ed Umberto Vallerin, Ruotolo sarebbe stato incastrato innanzitutto dalla propria auto. La sua Audi A3, per ammissione stessa dell'accusato, si trovava "a otto metri e mezzo dalla Suzuki" alle 19:15 della sera dell'omicidio. La macchina rimane ferma nello stesso posto per 25 minuti, dettaglio che fa pensare agli inquirenti che si trattasse di un appostamento. Inoltre, come riporta Rai News, la sosta di sette minuti dell'Audi di Ruotolo all'esterno del parco di San Valentino potrebbe essere compatibile con il tempo che serve per raggiungere il laghetto e sbarazzarsi della pistola. Questo è quanto ha stabilito una perizia di un ingegnere incaricato dalla Procura di Pordenone, presente nella documentazione che ha portato il Gip a disporre l'arresto di Ruotolo. I vestiti con cui i coinquilini lo vedono rientrare e che gli vedono addosso per la prima volta, non verranno mai più usati da Ruotolo e spariscono nel nulla. Sei mesi più tardi, Ruotolo invece nega di aver mai posseduto quel particolare tipo di tuta e consegna un paio di scarpe da ginnastica che afferma di aver indossato la sera dell'omicidio e di aver acquistato appena due anni prima. I Ris invece scoprono che il modello viene messo in commercio solo nei primi mesi del 2015. Questa mattina è prevista l'udienza per convalidare le accuse. Ruotolo verrà ascoltato ancora, ma è probabile che si appelli alla facoltà di non rispondere, come già ha fatto in precedenza. 



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