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MARCO VANNINI / News, i Ciontoli rischiano 21 anni di carcere: il commento dell’avvocato Bocciolini (Oggi, 14 marzo 2016)

Marco Vannini, aggiornamento di oggi, lunedì 14 marzo 2016. Lite accesa su alcune dichiarazioni di Taormina verso la madre di Marco, risposta di Abbate e del cugino di Marco sui socia.

Marco Vannini Marco Vannini

Sul destino dei Ciontoli, rinviati a giudizio in merito al processo sull’omicidio di Marco Vannini, si è espresso di recente anche l’avvocato Daniele Bocciolini tramite le pagine del settimanale “Giallo”, spiegando ora cosa potrà accadere ad Antonio Ciontoli ed agli altri membri. L’intera famiglia di Ladispoli che la sera del 17 marzo scorso assistette al terribile delitto di Marco Vannini, fidanzato di Martina Ciontoli, rendendosi anche protagonista, dovrà rispondere della grave accusa di omicidio volontario. “La pena non potrà essere inferiore ai 21 anni di reclusione”, ha commentato in merito l’avvocato Bocciolini. Come ben sappiamo, secondo l’accusa l’omicidio sarebbe volontario poiché sorretto dal “dolo eventuale”. “Ciò significa che i Ciontoli, dopo lo sparo, consapevoli della gravità della situazione, pur avendo messo in conto la possibilità che Marco potesse morire, ponendo in essere una serie di comportamenti attivi e omissivi avrebbero accettato il rischio e, pertanto, voluto la morte di Marco”, ha spiegato ancora tra le pagine del medesimo settimanale l’avvocato Bocciolini.

Queste ultime giornate sono state caratterizzate da vari botta e risposta in merito all'omicidio di Marco Vannini. Gli avvocati difensori dei Ciontoli, avrebbero attaccato duramente il giornalista Carmelo Abbate in merito alle dichiarazioni di quest'ultimo nel corso di un suo intervento a Mattino 5 in riferimento alla figura di Viola Giorgini, anche lei rinviata a giudizio con l'accusa di omissione di soccorso. Come riporta il sito "Terzobinario.it", Abbate avrebbe replicato alle parole dei due avvocati dei Ciontoli, rilanciando: "È vero o falso che Viola Giorgini è appena stata rinviata a giudizio? Mi viene quasi il dubbio di averlo sognato. Certo, non significa che la donna sia colpevole, anzi è innocente fino a sentenza. Ma il mio ragionamento poggia soltanto su questo, non certo su un presupposto di colpevolezza". Il giornalista, nella sua replica avrebbe poi anche sottolineato la reazione e la frese pronunciata da Viola dopo essere stata sentita dagli inquirenti in seguito all'omicidio di Marco Vannini, quando asserì a Martina ed a Federico Ciontoli, suo fidanzato: "Così ho parato il c*** pure a te”, chiedendo loro la conferma di quanto asserito. La querelle avrebbe portato al recente intervento della madre di Marco. (clicca qui per leggere)

Parla anche la madre di Marco Vannini, il giovane di Cerveteri morto nella casa dei Ciontoli a Ladispoli e per il cui omicidio sono stati rinviati a giudizio tutti e quattro i componenti della famiglia Ciontoli e Viola Giorgini, fidanzata del figlio dei Ciontoli. Nelle ultime ore c'è stata una querelle tra i legali dei Ciontoli, l'avvodato Taormina e la famiglia della vittima. E anche Marina, mamma di Marco Vannini, è intervenuta su Facebook, con un post pubblicato dal nipote Alessandro Carlini amministratore del gruppo pubblico GIUSTIZIA E VERITÀ X MARCO VANNINI: "Sto assistendo in questi giorni alle pietose dichiarazioni degli avvocati dei Ciontoli e di Giorgini nelle quali affermano che si stanno prodigando affinché la verità sulla morte di mio figlio venga accertata. Mi chiedo, come fanno a sostenere, con una difesa disperata, che il mio Marco non sia stato ucciso dal comportamento di una "famiglia" di presunti assassini. Non bastano le schiaccianti prove a loro carico a far capire quanto sia stato crudele il loro comportamento? Capisco che il vostro lavoro vi imponga dei doveri che a volte vanno ben oltre la decenza e la dignità. Come potete dormire tranquilli sapendo che un ragazzo di 20 anni, a cui è stata tolta la vita, chiede giustizia. Ma una cosa me la dovete, nel rispetto del mio dolore, non nominate mai più il nome di mio figlio e poi potete anche continuare, magari tappandovi il naso, il vostro "lavoro". Se avete un briciolo di umanità e di dignità sona sicura, che nel profondo della vostra coscienza vi augurerete di aver torto e che i colpevoli paghino per le loro colpe. Allora forse potrete dormire con la coscienza apposto". (clicca qui per leggere)

Fa ancora clamore la querelle fra avvocati e giornalisti che si dibattono sulle vicende che girano attorno all'omicidio di Marco Vannini. Nei giorni scorsi l'avvocato Taormina ha pubblicato sui social la propria opinione in merito al caso, sottolineando che "la madre della vittima ha condizionato mediaticamente la vicenda e la cosa grave è che i magistrati l'hanno voluta accontentare". Clicca qui per vedere il post dell'avvocato Taormina sull'omicidio di Marco Vannini. L'avvocato Taormina non è il solo che in questo periodo sta cavalcando la cronaca, esprimendo pareri sugli indagati per l'omicidio di Marco Vannini. I legali della famiglia Ciontoli hanno infatti contestato al giornalista di Quarto Grado Carmelo Abbate alcune dichiarazioni che ha fatto in una puntata di Mattino Cinque. L'oggetto della disputa verbale fra gli avvocati i avvocati Miroli e Messina e Abbate, come riporta il quotidiano online Terzo Binario, riguarda il ruolo di Viola Giorgini, fidanzata del figlio di Ciontoli. Secondo i legali l'opinione espressa da Abbate sarebbe priva di fondamento e avrebbe oltrepassato il "diritto dovere di cronaca" perché niente di quanto evidenziato dal giornalista sarebbe provato dagli accertamenti processuali. Le domande incalzanti di Abbate, fatte più volte dall'inizio del caso, si concentrano anche su alcuni punti dell'omicidio di Marco Vannini che ancora oggi non trovano risposta, come per esempio il fatto che il sangue trovato in casa Ciontoli fosse inferiore rispetto a quello che prevede la ferita inferta al giovane. Sempre in un'intervista rilasciata a Terzo Binario, Abbate ha fatto una lista di ulteriori domande dirette ai legali dei Ciontoli, chiedendo, per esempio se è vero o meno che sulla pistola non sono state rilevate delle impronte digitali o in alternativa tracce di polvere da sparo. Ma questa volta Abbate non è il solo a parlare della vicenda. Il post dell'avvocato Taormina non è passato inosservato ai familiari di Marco Vannini che parlano per la prima volta attraverso le parole del cugino della vittima, Alessandro Carlini: "Mi fa piacere che lei sia in grado di dare giudizi del genere senza essere a conoscenza degli atti", scrive su facebook Carlini, "Non credo proprio che i magistrati siano stati influenzati da nessuno dato che per queste persone non è stato preso alcun tipo di provvedimento cautelare. Mia zia è una gran donna che ha fatto tanti sacrifici nella sua vita per far stare bene Marco Vannini e credo che stia facendo tutto quello che avrebbe fatto qualsisia madre che ama suo figlio". E finisce aggiungendo "Le auguro di non trovarsi mai al posto nostro, soprattutto a quello dei miei zii. È facile giudicare gli altri da dietro una tastiera". Alessandro Carlini ha inoltre espresso un pensiero più approfondito nel gruppo facebook "Giustizia e verità per Marco Vannini", questa volta diretto agli avvocati Miroli e Messina, schierandosi dalla parte di Carmelo Abbate. "Abbate si è sempre dimostrato molto attento e documentato e non a caso ha incalzato gli avvocati con domande precise alle quali loro si sono ben guardati di rispondere. In particolare, Abbate è quello che da sempre ha intuito la posizione strategica di Viola in questo processo e, per esempio, ha fatto notare la stranezza che fosse difesa dagli stessi avvocati dei Ciontoli, quasi a tenerla prigioniera della logica del branco. E quando ha fatto notare che era molto strano anche che non avesse chiesto il patteggiamento, chiaramente ha toccato un nervo scoperto". Clicca qui per vedere il testo integrale della risposta di Alessandro Carlini. Anche l'avvocato dei Vannini ha voluto esprimere il parere dei suoi assistiti, soprattutto per le dichiarazioni dell'avvocato Taormina. Secondo il legale è "assolutamente intollerabile" che si additi la madre di Marco come una donna in grado di manipolare i media a suo piacimento. L'avvocato Gnazi ha sottolineato inoltre che la famiglia non ha "mai preteso e mai avuto rapporti privilegiati coni Giudici e segnalo che nessuno degli imputati è stato raggiunto da misure cautelari". Al di là delle dispute e delle puntualizzazioni, quello che chiede la famiglia di Marco Vannini è, ancora una volta, giustizia. 

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