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PARTORITO NEL FANGO/ Basterà una bella foto per metterci a posto la coscienza?

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Foto da Repubblica.it  Foto da Repubblica.it

Piove da giorni nel campo profughi di Idomeni, in Grecia, al confine con la Macedonia. 14mila disperati sono lì da tempo, da quando la Macedonia ha chiuso i confini impedendo loro di arrivare nei paesi del nord Europa. Il governo macedone dice che sta salvando l'Europa dall'invasione di chissà quanti jihadisti e probabilmente ha anche ragione. Ormai ogni categoria, ogni politica, ogni logica è andata persa sotto le macerie di Siria e Iraq, il totale fallimento di un'Europa con le mani sporche di sangue.

Migliaia di persone ancora in fuga. Piove e la miserabile tendopoli sprofonda nel fango. La maggior parte sono donne e bambini piccoli. Qualcuno scatta foto e tra queste ci scappa quella di una coppia musulmana che sta lavando con una bottiglia d'acqua un neonato, fuori da una tenda dove all'interno si vedono altri bimbi. Il corpicino nudo, quel senso di fragilità tipico di un piccolo appena nato che si tocca con mano anche quando il parto accade nella maternità dell'ospedale più lussuoso del mondo. Quei corpicini che non sono in grado nemmeno di reggersi, che hanno solo paura istintiva, strappati dal ventre caldo e sicuro materno e lanciati in un mondo di luci e voci che li feriscono. Nella foto, l'estrema dolcezza dei genitori che lo accudiscono e lo puliscono. In realtà non lo stanno lavando nel fango di una pozzanghera come dicono in queste ore tutti i media del mondo, per spingere il pedale dei nostri sensi di colpa, anzi lo tengono ben sospeso sopra la pozzanghera. Sono un padre e una madre, non sono due animali, e solo un padre e una madre possono avere questa sensibilità, questa tenerezza infinita. Lo lavano con l'acqua di una bottiglia di plastica. Il neonato ha già quattro fra fratellini e sorelle, compresi tra i 18 mesi e i 10 anni. Sono musulmani, fuggono da altri musulmani come la stragrande maggioranza dei profughi. Come la foto del piccolo trovato cadavere sulle spiagge della Turchia, come la foto del neonato fatto passare sotto al filo spinato (che ha vinto il premio di miglior foto dell'anno) ecco un'altra foto che sta facendo commuovere il mondo. "La vita vince sul fango" hanno scritto i giornali greci. Ma che vita sarà la sua? Una vita infernale come la sua nascita, come un animale nato in una stalla. Avanti fotografi, c'è del lavoro per voi. 

Una nuova foto per farci sentire tutti commossi, che come quella di Aylan sarà dimenticata fra una settimana. Quella foto aveva smosso le coscienze di tutti i leader occidentali, facendo loro aprire le frontiere in un momento di buonismo isterico che non aveva dietro e davanti alcun serio piano di accoglienza, per poi chiuderle in fretta. 



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COMMENTI
14/03/2016 - Finalmente (Giuseppe Crippa)

Mi fa piacere leggere per la prima volta su Il Sussidiario l’espressione “buonismo isterico” anche se la motivazione (la mancanza di seri piani di accoglienza) resta discutibile: i piani che mancano sono i piani di pace, in Siria innanzi tutto, ed i piani di cooperazione economica nei paesi con economie troppo fragili.