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SANT'ALESSANDRO/ Santo del giorno, il 14 marzo si celebra sant’Alessandro

Pubblicazione:lunedì 14 marzo 2016

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SANT’ALESSANDRO, SANTO DEL GIORNO: IL 14 MARZO SI CELEBRA SANT’ALESSANDRO - Il 14 marzo viene venerata la figura di sant'Alessandro di Pidna, martire cristiano fatto decapitare da Massimiano nel 310 in Macedonia, nella località di Pidna. Infatti, oggi sant’Alessandro viene adorato dalla Chiesa come santo insieme ad un gruppo di martiri di Tessalonica che subirono la stessa fine. Non è sicuramente l'unico sant’Alessandro venerato come santo dalla Chiesa Cattolica; ci sono diversi personaggi, alcuni di questi avvolti da miti e leggende, che portano lo stesso nome e sono venerati in date diverse. Iniziamo col dire che il nome Alessandro deriva dal greco e significa protettore di uomini, inteso come persona che si presta e si mette al servizio degli uomini. Si può ben capire come già il nome porta con sè qualcosa di santo e le persone a cui veniva all'epoca dato tale appellativo avevano quasi la responsabilità di essere figure di riferimento. Difatti con sant'Alessandro sono venerati oltre 40 santi provenienti da svariate zone del mondo e le cui date spesso si incrociano in alcuni periodi dell'anno.

SANT’ALESSANDRO SANTO DEL GIORNO: SANTA’ALESSANDRO DI BERGAMO E SANT’ALESSANDRO DI ALESSANDRIA - Il santo a noi più noto e quello festeggiato come onomastico in Italia è generalmente sant'Alessandro di Bergamo, vissuto durante lo stesso periodo di sant’Alessandro di Pidna durante gli anni di dominazione romana. Sant’Alessandro, secondo diverse fonti, era membro come parecchi altri cristiani della legione tebea, una sezione dell'esercito imperiale che si ribellò all'imperatore Massimiano e subì lo sterminio da questi determinato per vendetta. Sant’Alessandro scampò più di una volta alle ritorsioni decise da Massimiano, fino a giungere nei pressi di Milano. Qui, però, egli fu catturato e costretto ad abiurare la fede. Fuggito da una probabile esecuzione imperiale, una leggenda dice che sant’Alessandro resuscitò un morto e difatti questo è uno dei principali elementi che hanno contribuito a creare il suo mito. Catturato una seconda volta e portato davanti all'imperatore, l'impavido sant’Alessandro distrusse un tempio preposto al sacrificio agli dei romani e perciò Massimiano decise per la sua decapitazione. Anche questa volta, l'ex soldato tebeo fuggì per la grazia dei soldati (a cui si irrigidirono le braccia all'esecuzione) ed iniziò a vivere di stenti e sacrifici forzati. Passato il fiume Adda, sant’Alessandro trovò rifugio presso un patrizio locale ma questa volta i soldati romani lo presero e lo portarono fino al cuore di Bergamo, dove il 26 agosto 303 fu eseguita la decapitazione. Oggi sul luogo del patibolo sorge una chiesa a lui dedicata ed il comune di Bergamo lo ha scelto come suo patrono. La figura di sant’Alessandro da Bergamo viene venerata anche in molti comuni del bergamasco e del fiume Adda fino alle province di Varese e Milano.


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