BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GIORGIA MELONI INCINTA & SINDACO/ Perché le donne prendono il peggio degli uomini?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Giorgia Meloni e Guido Crosetto (Infophoto)  Giorgia Meloni e Guido Crosetto (Infophoto)

GIORGIA MELONI INCINTA E SINDACO. La storia della Meloni mamma che si candida o non si candida a sindaco di Roma mi è sembrata da subito stonata, distorta: la naturale alzata di spalle indifferente all'ardua scelta ha lasciato il posto a un'attenzione obbligata per le implicazioni antropologiche di un dibattito sotteso. 

La Meloni, una donna giovane, non più una ragazza, diventa madre, e contemporaneamente porta avanti la sua responsabilità politica. E' giusto caricarla di compiti ancor più gravosi, totalizzanti? Un conto è assistere a qualche seduta in Parlamento, tacitare le orde l'un contro l'altra armate della destra in qualche fiacca riunione, ben altro perdersi tra gli infiniti e irreparabili veleni che ammorbano la Capitale. Tocca stare sul pezzo ora dopo ora, giorno dopo giorno.  

La nostra Costituzione tutela la maternità come poche altre al mondo: ad ogni donna sono concessi cinque mesi almeno, salvo eccezioni e complicanze, da dedicare interamente al proprio bambino. Ci sarà un motivo, non solo quello della salute. Poi ciascuno fa quel che gli pare, che tanto è il leit motiv di questo tempo in cui nessuno invece è libero davvero, schiavo di tanti poteri che decidono il giusto e l'ingiusto, a seconda di quanto e come servi. E Giorgia Meloni ha deciso che poteva conciliare, sperava di riuscirci, maternità e impegno elettorale e da eventuale primo cittadino. Onore e merito? Dipende. Eroismo? Macché. 

La vicenda ha preso la piega della rivendicazione femminista fuori tempo, del rifiuto del sessismo diffuso, di una minorità femminile da respingere con scatti d'orgoglio. Si può ancora dire pane al pane e vino al vino, o è vietato  ricordare che la realtà viene prima, e s'impone? Una donna che sta per partorire non può fare il sindaco a tempo pieno, lapalissiano. Qualsiasi aiuto abbia. E non è giusto che lo faccia. Dobbiamo pur gridarlo che tocca smetterla con quest'idea della maternità come periodo di passaggio, come una malattia noiosa che ti debilita. Proprio perché non lo è, ma è un tempo di grazia, di conoscenza, di consapevolezza, di apertura all'altro da sé, va custodito ed esaltato come bene prezioso. E' l'eterno e sempre nuovo che entra nel nostro tempo, lo trasforma, lo vivifica, lo salva. Chissene frega del successo, della carriera, degli obblighi di qualsiasi tipo. Chissene frega del peloso rispetto per la libertà femminile, esibito da chi non ha il coraggio di condannare a voce alta la maternità surrogata, ad esempio. 

Ma è un esempio cruciale: progressivamente le donne cercando di farsi uguali all'uomo in ciò che ha di peggiore, cioè la rincorsa al potere, hanno perso identità e felicità. Significa che stavamo meglio nelle funzioni di sola cura, chiuse in casa a fare la calza o al mestolo? Propaganda infingarda. Significa che la libertà, le possibilità che devono essere identiche per ogni uomo o donna che sia tengono conto di chi sono, e io sono questa grandiosa capacità di dare la vita.  



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
17/03/2016 - E se prendessimo il meglio dagli uomini? (claudia mazzola)

I cittadini romani, soprattutto gli uomini, al momento di fare la croce sulla scheda elettorale, saranno così bravi da permetterle di fare la mamma a tempo pieno!