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CENA IN COMPAGNIA/ Se il cibo, la vite, il grano, sono il primo segno di pace

Pubblicazione:mercoledì 2 marzo 2016

Gianni Rigoni Stern (Parole di Terra) Gianni Rigoni Stern (Parole di Terra)

La raccolta record è stata con 24.000 euro per la pizzeria di Padre Aldo Trento in Paraguay, nel suo villaggio missionario. E se pensiamo che quest’anno quel luogo è stato visitato da Papa Francesco, ci riempie di commozione. Poi l’aiuto a due ristoratori che avevano perso tutto o subìto danni col terremoto in Emilia: la Fefa di Finale Emilia e Il Rigoletto di Reggiolo (abbiamo raccolto poco più di 13.000 euro). Infine, dallo scorso anno, ci siamo imbattuti in Gianni Rigoni Stern e nel suo progetto della Transumanza della pace, a Srebrenica, dove 20 anni fa ci fu un incredibile eccidio. Gianni, in pensione, ha ricostruito pian piano il sustrato botanico ed ha portato 147 manze di razza Rendena in quei luoghi per avviare un’attività. Al nostro appello, lo scorso anno, ha aderito persino un coro di 40 ragazze giapponesi che sono venute in Italia, a 70 anni dalla tragedia di Hiroshima, per sostenere quel nostro progetto di pace con due concerti. E quest’anno ritorneranno, il 22 luglio, a Bordighera, proseguendo sulla nostra intenzione di arrivare a costruire un caseificio a Srebrenica. Per questo faremo le 50 e più cene nei prossimi giorni, perché il cibo, la vite, il grano, sono il primo segno di pace, che invita a partecipare alla vita. Il gesto si può compiere in due, in quattro, in dieci o in 50: un incontro semplice, capace di aprirci al mondo, ridando gusto a quel dono che abbiamo di poter vivere dove siamo. Abbiamo imparato molto facendo questo. E questa è la prima cosa che viene in mente.

 

La Cena In ComPagnia e il progetto della Transumanza della pace

 



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