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SETTIMANA SANTA/ Come conciliare la festa con la Passione?

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Oggi inizia la settimana santa (che nel rito ambrosiano si chiama settimana "autentica"). Sarà la settimana santa dell'anno santo. Da lunedì a domenica, i giorni verranno chiamati diversamente. Lunedì santo, martedì santo, mercoledì santo, giovedì santo, venerdì santo, sabato santo, Pasqua. Ho voluto riscrivere il calendario liturgico di questi giorni perché ci sono momenti in cui i nomi usuali non bastano più; quando cambiano, è come quando mamma ci chiamava in modo speciale oppure cambiava il tono di voce: subito ci fermavamo e andavamo da lei. La Chiesa, che è madre, ci chiama come una mamma e lo fa cambiando il modo di chiamare la vita di sempre. Mettiamoci sull'attenti e corriamo da lei a vedere cosa succede.

Questa settimana santa, autentica, speciale, arriva in un anno speciale: il giubileo della misericordia. A quattro mesi dal suo inizio, sappiamo tutti che "Giubileo" è parola che indica festa e riposo. Che deriva da "jobel", il termine che indica il corno che si suonava il cinquantesimo anno, quello in cui gli antichi ebrei azzeravano reciprocamente i loro crediti, cioè si restituivano il terreno che avevano perso per debiti: ogni famiglia tornava in possesso di quel pezzetto che aveva ricevuto in eredità quando era entrata nella terra promessa. Avveniva dopo sette settimane di anni (cioè cinquant'anni) perché era un ritmo costruito su quello di Dio, che il settimo giorno "riposò". Noi pensiamo che riposarsi sia principalmente riprendersi dalla fatica ma non è così: quale fatica può aver mai fatto Dio? Il riposo di Dio non è recuperare energie ma fermarsi a guardare quello che si è fatto, per goderne: come un pittore che finito il quadro si mette a guardarlo.

È una deformazione tutta moderna aver fatto della festa un'attività sfrenata per "recuperare energie". La festa è essenzialmente riposo. Riposo dalle attività ordinarie, per godere di ciò che si ha e di ciò che si è. Per contemplare ciò che è frutto del nostro lavoro, della bellezza della natura, di ciò che ci circonda e di chi amiamo. Se questo è il senso del settimo giorno, a maggior ragione lo sarà del cinquantesimo anno, cioè del giubileo: significa che "misericordia" è il riposo di Dio. Cioè, significa che riposo è anno santo, che anno santo è anno di misericordia, e quindi che "misericordia" è il riposo di Dio. Che Dio riposa avendo misericordia dell'uomo e di come gli uomini fatti a sua immagine e somiglianza usano misericordia gli uni per gli altri. E la settimana santa dovrebbe essere il cuore di tutto ciò: il midollo della settimana santa dovrebbe essere una "autentica" misericordia.

Il giubileo è una festa perché è riposo: sono sinonimi. Infatti è "giubilo" da Giubileo, non Giubileo da "giubilo". L'anno santo è contemplazione e gioia per la misericordia che è uscita dalle nostre mani, dai nostri cuori, dalle nostre vite. Prepariamoci allora ad entrare nella settimana santa — autentica — accompagnati da questo respiro calmo, giubilare.



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