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SANTA REBECCA/ Santo del giorno, il 23 marzo si celebra santa Rebecca

Pubblicazione:mercoledì 23 marzo 2016

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SANTA REBECCA, SANTO DEL GIORNO: IL 23 MARZO SI CELEBRA SANTA REBECCA - Oggi, mercoledì 23 marzo 2016, la Chiesa cattolica festeggia santa Rebecca Vergine. Santa Rebecca Ar-Rayès, ncque a Himlaya (in Libano) il 29 giugno 1832 e morì a Batrun il 23 marzo 1914, giorno in cui viene ricordata dai cattolici di tutto il mondo. Boutrossieh Ar-Rayès, questo il nome di battesimo della santa, proveniva da un'umile famiglia di contadini e, all'età di 7 anni, restò orfana di madre. Dopo il tragico lutto, la giovinetta fu inviata a Damasco per lavorare come domestica ma, dopo 4 anni, decise di tornare in Libano dove scoprì che suo padre si era risposato. Boutrossieh (in italiano Petronilla), all'età di 15 anni, era molto bella, mite, socievole e già da allora possedeva una religiosità molto profonda. Suo malgrado, tuttavia, furono proprio le sue innumerevoli doti a scatenare in lei il desiderio di lasciare nuovamente la casa paterna per entrare in convento. La ragazza, infatti, era contesa tra la zia materna che voleva darla in moglie a suo figlio e la matrigna che le voleva fare sposare il proprio fratello. Tale situazione, inevitabilmente, portò discordia in seno alla sua famiglia: fu così che, nonostante i tentativi di dissuasione da parte del padre e della sua nuova moglie, la futura santa decise di entrare a far parte della congregazione religiosa delle Figlie di Maria.

All'età di 24 anni, Boutrossieh emise i voti perpetui nel convento di Nostra Signora della Liberazione e scelse di chiamarsi Anissa (in lingua italiana Agnese). In quel luogo, la giovane studio per diventare insegnante elementare e di religione e, nel frattempo, si dedicò alla cura dei fratelli più bisognosi che abitavano nei numerosi villaggi di montagna. Dopo alcuni anni, la religiosa fu trasferita nel convento dell'Ordine Libanese Maronita dove, il 25 agosto 1872, pronunciò i voti solenni prendendo il nome di suor Rebecca, lo stesso di sua madre. Nel 1897, la suora fu inviata al monastero di San Giuseppe di Jrabta a Batrun (poco distante da Beirut), dove fu colpita da una grave malattia che la rese ceca e la condusse alla paralisi (probabilmente a causa di un'operazione sbagliata). Anche se gravemente malata, la religiosa non smise di prestare il suo aiuto alle consorelle e offrì ogni singolo istante del suo male al Signore, unendosi alla Sua dolorosa Passione e questo fino al giorno della sua morte. Fu proprio l'eroicità delle sue virtù, la ferrea obbedienza alle Regole, l'ascesi, l'assiduità nelle preghiere, il lavoro compiuto in silenzio e l'altissimo spirito di abnegazione che indussero Papa Giovanni Paolo II a proclamarla santa, durante una celebrazione solenne tenutasi a Piazza San Pietro, il 10 giugno del 2001. 


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