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Dario Fo / Il premio Nobel compie 90 anni: “Io vecchio? No, sono anziano. I vecchi votano a destra e ridono poco” (oggi, 24 marzo 2016)

Dario Fo, i 90 anni del "giullare" premio Nobel: compleanno, opere e carriera del giullare di Mistero Buffo. Ho visto un re, il pianto del potere con Jannacci e Gaber

Dario Fo (Infophoto) Dario Fo (Infophoto)

Festeggia oggi 90 anni Dario Fo, l'attore, regista e scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1997. Dario Fo, in occasione del suo compleanno, rilascia un'intervista a Il Fatto Quotidiano in cui racconta tutti i passaggi più importanti della sua vita e carriera. E riguardo alle 90 candeline sottolinea: "La vecchiaia ti viene addosso, all’improvviso. Io però mi sento anziano, non vecchio. E le spiego perché: i vecchi sono conservatori, sono nostalgici. Non fanno che ripetere ‘ai miei tempi’, hanno una mentalità chiusa, a volte ottusa. Non accettano le cose nuove, ridono poco. Sono ostili alla diversità. Io non mi trovo bene con quelli della mia età: peraltro i vecchi di solito votano a destra. E io a destra mai!" (clicca qui per leggere l'intervista)

Compie oggi 90 anni il premio Nobel Dario Fo. E in occasione del compleanno è stato inaugurato ieri a Verona il Musalab 'Franca Rame-Dario Fo', uno spazio con copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti da Fo e della moglie scomparsa Franca Rame. Questo il commento di Dario Fo all'evento, rilasciato a Rainews24: "Abbiamo trovato il luogo adatto e perfino lo Stato si è mosso perché ha capito che questo materiale era un tesoro che poteva andare perduto". E sulla censura di cui è stato "vittima" ha aggiunto: "Ho provato pietà perché censuravano se stessi e la possibilità di conoscere". Infine Dario Fo ha anche espresso il suo pensiero riguardo agli ultimi fatti di cronaca: "Siamo in guerra e i telegiornali evitano di parlare del massacro delle persone, non solo da parte dei terroristi ma anche delle nazioni potenti che bombardano".

E' stato inaugurato ieri in occasione dei 90 anni di Dario Fo a Verona il Musalab 'Franca Rame-Dario Fo'. Lo spazio, come riporta l'agenzia di stampa Ansa, è ospitato nella nuova sede dell'Archivio di Stato di Verona e contiene copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti da Fo e Franca Rame: disegni, bozzetti, dipinti, manifesti, copie di contratti, libri, articoli, costumi, pupazzi, marionette, scenografie. Obiettivo valorizzare l'archivio del premio Nobel per la letteratura e della moglie scomparsa, Franca Rame. All'inaugurazione presente il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, che ha dichiarato: "C'è stata la possibilità di poter disporre di questi spazi importanti dell'Archivio di Stato e volevamo fare in fretta. Verona è legata al maestro Dario Fo e quindi abbiamo scelto questa città". E Dario Fo ha commentato così: "E' importante che non diventi un transito, una cosa tanto per gradire, ma che rimanga a lungo e soprattutto per fare questo bisogna variare"

E' il compleanno di Dario Fo: ok sì il giullare di Mistero Buffo; perfetto, il grande Premio Nobel per la letteratura; sì, avete ragione, il marito di Franca Rame. Ma anche il simpatizzante grillino o contestatore dello stato italiano, per non dire il grande amante dell’opera di Francesco (sia il santo che il papa attuale). Eppure in questo giorno in cui si festeggiano i suoi 90 anni, il nostro pensiero vola ad un elemento meno famoso forse, ma che tenne insieme i geni della Milano culturale viva, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e per l’appunto, Dario Fo. I tre grandi amici del passato, vivono nei cuori e nella cultura di Milano e di tutta Italia con le loro canzoni, monologhi e opere teatrali: hanno fatto male, eccome se ne hanno fatto, al re, lo hanno svestito e dileggiato puntando tutto sulla semplicità umana della singola persona. Su questo Dario ha imparato e osservato a lungo la diretta drammaticità sincera e simpatica del duo Enzo e Giorgio, mostrando poi quella stessa anima ricca di stupore  e riconoscenza per quegli amici così particolari. «E sempre allegri bisogna stare, il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventano tristi se noi piangiam», lo spettacolo di quel brano cantato da generazioni, “Ho visto un re”: sembra un giocone, tutti allegri e con canti popolari, ma in realtà la narrazione mette sotto gli occhi la seria drammaticità. L’uomo è triste perché il cuore suo è ricco, è pieno paradossalmente di una mancanza che non può colmare nessuno e proprio per questo motivo il potere (il re) non può tollerare e lì proprio fa male. La lettura di questa geniale intuizione di Fo e Jannacci, poi ripreso anche da Gaber in coppia con Enzo, è stata letta così acutamente da ben pochi pensatori, e questo non fa che aumentare la grande sapienza e genialità umana di questi personaggi. Piangendo si può davvero (sor)ridere, ecco come: clicca qui per il video di Dario Fo e Enzo Jannaci in “Ho visto un re“.

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