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Dario Fo / Il premio Nobel compie 90 anni: “Io vecchio? No, sono anziano. I vecchi votano a destra e ridono poco” (oggi, 24 marzo 2016)

Pubblicazione:giovedì 24 marzo 2016 - Ultimo aggiornamento:giovedì 24 marzo 2016, 15.42

Dario Fo (Infophoto) Dario Fo (Infophoto)

DARIO FO, I 90 ANNI DEL “GIULLARE” PREMIO NOBEL: "IO VECCHIO? NO SONO ANZIANO" (OGGI, 24 MARZO 2016) - Festeggia oggi 90 anni Dario Fo, l'attore, regista e scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1997. Dario Fo, in occasione del suo compleanno, rilascia un'intervista a Il Fatto Quotidiano in cui racconta tutti i passaggi più importanti della sua vita e carriera. E riguardo alle 90 candeline sottolinea: "La vecchiaia ti viene addosso, all’improvviso. Io però mi sento anziano, non vecchio. E le spiego perché: i vecchi sono conservatori, sono nostalgici. Non fanno che ripetere ‘ai miei tempi’, hanno una mentalità chiusa, a volte ottusa. Non accettano le cose nuove, ridono poco. Sono ostili alla diversità. Io non mi trovo bene con quelli della mia età: peraltro i vecchi di solito votano a destra. E io a destra mai!" (clicca qui per leggere l'intervista)

DARIO FO, I 90 ANNI DEL “GIULLARE” PREMIO NOBEL: INAUGURATO A VERONA L'ARCHIVIO FO-RAME. FO: "UN TESORO CHE NON POTEVA ANDARE PERDUTO" (OGGI, 24 MARZO 2016) - Compie oggi 90 anni il premio Nobel Dario Fo. E in occasione del compleanno è stato inaugurato ieri a Verona il Musalab 'Franca Rame-Dario Fo', uno spazio con copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti da Fo e della moglie scomparsa Franca Rame. Questo il commento di Dario Fo all'evento, rilasciato a Rainews24: "Abbiamo trovato il luogo adatto e perfino lo Stato si è mosso perché ha capito che questo materiale era un tesoro che poteva andare perduto". E sulla censura di cui è stato "vittima" ha aggiunto: "Ho provato pietà perché censuravano se stessi e la possibilità di conoscere". Infine Dario Fo ha anche espresso il suo pensiero riguardo agli ultimi fatti di cronaca: "Siamo in guerra e i telegiornali evitano di parlare del massacro delle persone, non solo da parte dei terroristi ma anche delle nazioni potenti che bombardano".

DARIO FO, I 90 ANNI DEL “GIULLARE” PREMIO NOBEL: INAUGURATO A VERONA L'ARCHIVIO FO-RAME (OGGI, 24 MARZO 2016) - E' stato inaugurato ieri in occasione dei 90 anni di Dario Fo a Verona il Musalab 'Franca Rame-Dario Fo'. Lo spazio, come riporta l'agenzia di stampa Ansa, è ospitato nella nuova sede dell'Archivio di Stato di Verona e contiene copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti da Fo e Franca Rame: disegni, bozzetti, dipinti, manifesti, copie di contratti, libri, articoli, costumi, pupazzi, marionette, scenografie. Obiettivo valorizzare l'archivio del premio Nobel per la letteratura e della moglie scomparsa, Franca Rame. All'inaugurazione presente il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, che ha dichiarato: "C'è stata la possibilità di poter disporre di questi spazi importanti dell'Archivio di Stato e volevamo fare in fretta. Verona è legata al maestro Dario Fo e quindi abbiamo scelto questa città". E Dario Fo ha commentato così: "E' importante che non diventi un transito, una cosa tanto per gradire, ma che rimanga a lungo e soprattutto per fare questo bisogna variare"

DARIO FO, I 90 ANNI DEL “GIULLARE” PREMIO NOBEL: E FA ANCORA “MALE” AL RE (OGGI, 24 MARZO 2016) - E' il compleanno di Dario Fo: ok sì il giullare di Mistero Buffo; perfetto, il grande Premio Nobel per la letteratura; sì, avete ragione, il marito di Franca Rame. Ma anche il simpatizzante grillino o contestatore dello stato italiano, per non dire il grande amante dell’opera di Francesco (sia il santo che il papa attuale). Eppure in questo giorno in cui si festeggiano i suoi 90 anni, il nostro pensiero vola ad un elemento meno famoso forse, ma che tenne insieme i geni della Milano culturale viva, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e per l’appunto, Dario Fo. I tre grandi amici del passato, vivono nei cuori e nella cultura di Milano e di tutta Italia con le loro canzoni, monologhi e opere teatrali: hanno fatto male, eccome se ne hanno fatto, al re, lo hanno svestito e dileggiato puntando tutto sulla semplicità umana della singola persona. Su questo Dario ha imparato e osservato a lungo la diretta drammaticità sincera e simpatica del duo Enzo e Giorgio, mostrando poi quella stessa anima ricca di stupore  e riconoscenza per quegli amici così particolari. «E sempre allegri bisogna stare, il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventano tristi se noi piangiam», lo spettacolo di quel brano cantato da generazioni, “Ho visto un re”: sembra un giocone, tutti allegri e con canti popolari, ma in realtà la narrazione mette sotto gli occhi la seria drammaticità. L’uomo è triste perché il cuore suo è ricco, è pieno paradossalmente di una mancanza che non può colmare nessuno e proprio per questo motivo il potere (il re) non può tollerare e lì proprio fa male. La lettura di questa geniale intuizione di Fo e Jannacci, poi ripreso anche da Gaber in coppia con Enzo, è stata letta così acutamente da ben pochi pensatori, e questo non fa che aumentare la grande sapienza e genialità umana di questi personaggi. Piangendo si può davvero (sor)ridere, ecco come: clicca qui per il video di Dario Fo e Enzo Jannaci in “Ho visto un re“.



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