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SANT’ISACCO/ Santo del giorno, il 25 marzo si celebra sant’Isacco

Pubblicazione:venerdì 25 marzo 2016

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SANT’ISACCO, SANTO DEL GIORNO: IL 25 MARZO SI CELEBRA SANT’ISACCO - Sant’Isacco il Patriarca è un personaggio descritto dal testo biblico. Le sue vicende vengono raccontate principalmente nel libro della Genesi (è possibile trovare alcuni significativi riferimenti anche all'interno del Nuovo Testamento). Al di fuori della religione cristiana si parla di sant’Isacco anche in altri testi sacri come, ad esempio, nel Corano. Sant’Isacco è figlio di Abramo e Sara; il suo nome riporta il significato "egli riderà" oppure "egli ha riso". La scelta di chiamarlo in questo modo ha alla base due differenti teorie. La prima riguarda Sara e più precisamente la reazione che questa ebbe quando scoprì che, nonostante la sua sterilità e l'età ormai troppo avanzata, sarebbe diventata madre. La seconda teoria, invece, fa riferimento ad Abramo ed alla gioia che questo dimostrò quando, solamente un anno prima, gli fu annunciata questa nascita. Le vicende narrate dicono che sant’Isacco venne circonciso poco dopo una settimana (circa otto giorni) di vita. I primi anni li trascorse a Bersabea dove, all'età di trentasette anni si recò con il padre sulla cima di un monte che apparteneva al territorio di Moria, luogo in cui avrebbe dovuto avvenire il suo sacrificio. Data l'età sant’Isacco non fu assolutamente costretto e, quando capì quali erano le intenzioni del padre e comprese che questa situazione era dettata dalla volontà del Signore (che voleva mettere alla prova la fede di Abramo) non si oppose in alcun modo e accettò di farsi legare e di farsi porre sull'ara. 

In tutto questo sant’Isacco fu in grado di mantenere la consapevolezza che il padre non avrebbe mai compiuto questo gesto così drammatico per cattiveria. Qualche istante prima di compiere il gesto stremo, quando la gola di sant’Isacco era già stata ferita per mano di Abramo, l'uomo fu fermato da un angelo mandato da Dio. Questo episodio molto famoso è stato scelto da diversi artisti che hanno deciso di utilizzarlo come soggetto per le loro opere d'arte. Quando venne a mancare Sara sant’Isacco ne sentì molto la mancanza tanto che si recava ogni sera nella campagna dove si dedicava alla meditazione e dove riusciva a trovare un momento per sfogarsi. All'età di quarant’anni sant’Isacco sposò Rebecca (era figlia di Bathuel), la prese come unica moglie e fu legato a lei da un sentimento d'amore fino alla morte. Vent'anni dopo, dalla donna, ebbe due gemelli: Esaù (il suo preferito) e Giacobbe (il preferito della moglie). A causa di motivi climatici, ormai diventati insostenibili, sant’Isacco si vide costretto a spostasi in Egitto ma, per volontà di Dio, si fermò prima a Gerar presso il re dei Filistei (Abimelech). Una volta che si fermò qui si insinuò in lui la paura che la bellezza della moglie avrebbe potuto causargli diversi problemi; temeva l'invidia della gente a tal punto che arrivò a pensare che sarebbero arrivati ad ucciderlo. Per tutti questi motivi presento Rebecca come una sorella. L'inganno però fu presto scoperto da Abimelech in quanto li sorprese in atteggiamenti intimi. Quest'ultimo, nonostante una prima sensazione di rammarico legata all'inganno, decise che, comunque, avrebbe offerto loro protezione.


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