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SANT’EMANUELE/ Santo del giorno, il 26 marzo si celebra sant’Emanuele

Pubblicazione:sabato 26 marzo 2016

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SANT’EMANUELE, SANTO DEL GIORNO: IL 26 MARZO SI CELEBRA SANT’EMANUELE - La vicenda del martirio di sant'Emanuele è una storia di coraggio e di profonda fiducia nelle proprie idee. Infatti, il giorno 26 marzo la Chiesa cattolica festeggia sant'Emanuele: sant’Emanuele di Anatolia visse intorno al terzo secolo dopo Cristo in Anatolia ai tempi delle persecuzioni dei cristiani. Il suo attributo è la palma che secondo la tradizione è simbolo di rinascita. Il nome Emanuele, Immanuel, ha origini ebraiche e significa "Dio è con noi". Nel Vangelo secondo Matteo il nome fu utilizzato come appellativo di Gesù, infatti secondo San Matteo, il Profeta Isaia indicò con questo nome il Messia: "Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio, che sarà detto Emanuele". Sant'Emanuele viene celebrato insieme ai Santi Codrato (Quadrato) e Teodosio perché il loro martirio avviene praticamente in contemporanea. Infatti, la storia narrata sia nelle raccolte della Chiesa Ortodossa che dalla Chiesa Cattolica Orientale e riportata infine nel Martirologio Romano riferisce dell'adesione di sant’Emanuele e Teodosio alla rivolta di Codrato. Quest'ultimo, infatti, vescovo di una piccola comunità di cristiani dell'Asia minore, si rifiutò di sottostare alle minacce di morte dei pagani che volevano interrompere il suo ministero. Il vescovo noncurante del pericolo, respinse le minacce e continuò come prima ad esercitare il suo apostolato visitando e battezzando i prigionieri.

Scoperto dai suoi persecutori fu arrestato, torturato e decapitato. A quel punto, sant’Emanuele e Teodosio, esponenti della piccola comunità cristiana, di fronte a tale sopruso e tanta violenza, si schierarono apertamente con il vescovo martirizzato e, autodenunciandosi al governatore della provincia professarono coraggiosamente e chiaramente la loro fede cristiana consapevoli delle fatali conseguenze ma forti della loro fede. Inevitabilmente anche sant’Emanuele e Teodosio infatti, furono imprigionati e condannati a morte per decapitazione dopo essere stati lungamente torturati. Spinti dal loro esempio altri trentanove cristiani, giovani, vecchi, ricchi e poveri, donne e uomini si presentarono spontaneamente al governatore per dichiarare apertamente la propria fede in Cristo.


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