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Cronaca

CARCERE E PASQUA/ Enrico: Gesù in tre giorni, io in 30 anni, ma ciò che conta è risorgere

Enrico durante una intervista televisiva (Foto dal web)Enrico durante una intervista televisiva (Foto dal web)

Lui, brigante e malfattore, fu l'unico che seppe vederci chiaro in un pomeriggio tutto scuro. Non chiese amnistie di sorta, gli bastò d'essere ricordato: ricordati di me, Signore! Ottenne l'impensabile: la certezza del Paradiso, giusto accanto al suo Re. 

«Come mi sento in questa Pasqua? Diciamo che mi sembra di essere risorto pure io stavolta. Lui dopo tre giorni, io dopo trent'anni. Ci che conta — chiude Enrico — è risorgere». Chi l'accoglie, facendo cenni col capo, sta dicendo le identiche cose. Dei due nessuno sta barando, chi ha ragione è l'Altro, il terzo-risorto: il poco, se con-diviso, diventa il doppio. Un raddoppio d'umanità, il volto della Pasqua cristiana.

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