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GIULIETTO CHIESA / Teorie del complotto: gli attentati di Bruxelles e di Parigi erano “veri”? (Oggi, 28 marzo 2016)

Giulietto Chiesa, le teorie del complotto sugli attentati di Bruxelles e Parigi: bufale, verità o falsità indotte per placare l'opinione pubblica? Problematiche sul sospetto ad ogni costo

Attentati a Bruxelles, 22 marzo 2016 (Infophoto) Attentati a Bruxelles, 22 marzo 2016 (Infophoto)

GIULIETTO CHIESA, TEORIE DEL COMPLOTTO: GLI ATTENTATI DI BRUXELLES E DI PARIGI ERANO “VERI”? (OGGI, 28 MARZO 2016) - Succedono attentati? Giulietto Chiesa, il giornalista e complottista per eccellenza che scrive dalla Russia per Pandora Tv, offre sempre il suo personalissimo giudizio e spesso si discosta dalla opinione pubblica corrente. Questo però non sempre gioca a favore del buon Giulietto che rischia di passare spesso dall’anticonformismo, lodevole, alla sparata complottista: sul Fatto Quotidiano è uscita oggi una lunga analisi sugli attentati di Bruxelles e Parigi dove vengono espressi “suggerimenti per gli inquirenti” con punte di polemiche notevoli. Primo punto contestato: non ci sono immagini video delle esplosioni in aeroporto. «Così appare come un’operazione di diversione volta a disorientare l’opinione pubblica. Aeroporto è pieno di telecamere di sorveglianza, ma non si sono prove al momento. Nulla di nulla, perché?». Una questione sicuramente interessante da discutere, anche se, sebbene Chiesa abbia ragione sulle immagini delle esplosioni (ma non è detto che la scelta sia stata effettuata per non dare vantaggi alle cellule dell’Isis ancora presenti) ci sono numerosi video successivi di testimoni che sono stati colpiti e feriti. Anche loro sarebbero imputabili di complotto?

Secondo punto portato a discussione da Giuletto Chiesa: “la notte tra il 25 e il 26 febbraio le autorità belghe promossero esercitazione anti-terrorismo proprio nel tratto di metro dove ci sono stati gli attentati. Un caso? Più probabile che i terroristi supposti musulmani, siano stati informati da qualcuno degli organizzatori dell’esercitazione, sicuramente non musulmani”. Suggerimenti già più utili, forse, fermo restando che delle vittime e tante rimangono: è vero che molti punti non tornano e certamente la stampa conosce meno, forse giusto così, degli inquirenti tutta la verità sugli attentati. Ma questo, lo ribadiamo, siamo sicuri essere un male al fine della lotta al terrorismo? Da ultimo, questa forse le supera tutte per il buon Giulietto, è la solita questione sui numeri e i simboli nelle date degli attentati: «22 marzo, ovvero 22/3, in forma americana si legge 3/22: esattamente come per gli attentati di Parigi anche qui ci sono numerosi segni che rimandano a colpe non per forza jihadiste come vogliono farci credere.

Questa data ricorda molto da vicino il numero 322 che sta alla base del teschio con osa incrociate della Skull and Bones, l’associazione studentesca segreta dell’Università di Yale, di cui membro anche George Bush Jr».Eccola qua, la coincidenza delle coincidenze che per Giulietto Chiesa ovviamente è una provocazione: poteva mancare il buon Bush sulle colpe mondiali? Ovviamente no: ecco, a differenza di Chiesa (inteso come Giulietto), a parer nostro molte cose non tornano e l’affondo sulla opinione pubblica deviata non è certo un argomento stupido, anzi, di problemi sotto questo punto di vista ce ne sono assai. Ma questo non vuol dire che tutto sia un complotto: o quantomeno, ci sono dei fatti incontrovertibili che devono far riflettere, delle vittime (tante purtroppo) e degli aggressori che incitano un clima di odio. Questo forse, il vero complotto che ci precede, un potere generale che bisogna debellare: e la cultura del sospetto a tutti i costi non è sempre la medicina migliore.

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