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Olio di palma / Video, l'ingrediente accusato di favorire l'obesità: la petizione contro l'utilizzo (Ballarò, oggi 29 marzo 2016)

Olio di palma, il dibattito a Ballarò: l'ingrediente alimentare accusato di favorire l'obesità al centro della trasmissione di Rai Tre. Presentata la petizione contro il suo utilizzo 

Massimo Giannini Massimo Giannini

Si riaccende il dibattito sull'olio di palma, l'ingrediente di molti prodotti alimentari messo all'indice perché ricco di adici grassi saturi che favorirebbero obesità e malattie cardiovascolari. Se ne parlerà questa sera nella trasmissione di Rai Tre Ballarò condotta da Massimo Giannini. Durante la puntata sarà trasmessa un'intervista a Roberto La Pira, direttore de Il Fatto Alimentare, quotidiano online indipendente che si occupa di tematiche alimentari. Seguirà un dibattito tra contrari e favorevoli all'utilizzo dell'olio di palma. In studio, secondo quanto si legge sul sito de Il Fatto Alimentare, è previsto anche l'intervento di Giorgio Calabrese, un nutrizionista che si era scagliato contro i grassi tropicali: "Adesso però Calabrese ha cambiato idea ed è diventato uno dei paladini favorevoli all’uso dell’olio tropicale. In studio ci sarà anche Giuseppe Allocca in rappresentanza dell’olio di palma sostenibile (associazione costituita pochi mesi fa e sostenuta dalle più importanti aziende alimentari italiane come Ferrero, Barilla, Bauli, Nestlé…) che ha investito 10 milioni di euro per fare spot televisivi e pubblicità a favore dell’olio tropicale".

E' stata lanciata da tempo, e sarà ricordata questa sera nella trasmissione di Rai Tre Ballarò, la petizione contro l'olio di palma de Il Fatto Alimentare. La petizione è stata portata avanti dal quotidiano insieme con Great Italian Food Trade su Change.org: una battaglia che prosegue e che, segnala la testata online ha superato le "170 mila adesioni": "questo vuol dire che migliaia di italiani hanno deciso di non consumare prodotti che contengono olio tropicale ottenuto da piantagioni allestite dopo una deforestazione selvaggia che provoca la morte degli Oranghi. I segni di un cambiamento inarrestabile non arrivano solo dai consumatori, ma anche dalla aziende che sempre più numerose hanno deciso di rinunciare a questo ingrediente (come Gentilini, Colussi, Misura, Plasmon…)". Dal dicembre 2014 è obbligatorio indicare la presenza dell'olio di palma in etichetta, mentre prima era "nascosto" sotto la dicitura 'grassi vegetali': assunto a piccole dosi non dà problemi, sostiene Paolo Barilla, presidente dell'Aidepi, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, ma in seguito alla petizione e al dibattito che ne è scaturito, le aziende hanno iniziato a diminuire la concentrazione dell'olio di palma nei prodotti alimentari, sostituendolo con altri oli vegetali. (clicca qui per vedere il video).