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PIETRO MASO / Minacce di morte alle due sorelle: "Finisco il lavoro di 25 anni fa". Nadia e Lucia lo denunciano e lui... (News, oggi 3 marzo 2016)

Pietro Maso al centro della cronaca dopo le intercettazioni contenenti gravissime minacce a carico delle due sorelle, Nadia e Lucia: intensificata la protezione.

Pietro Maso Pietro Maso

La notizia data in anteprima da "Il Corriere della sera", secondo cui Pietro Maso avrebbe minacciato le sorelle sostenendo che deve "finire il lavoro di 25 anni fa...", ha lasciato sbigottita l'opinione pubblica italiana. L'uomo, uscito dal carcere il 15 aprile del 2013 dopo aver trascorso 22 anni dietro le sbarre in seguito all'omicidio dei suoi genitori nel 1991, è stato "incastrato" da una serie di messaggi inviati erronenamente alla sorella Nadia anziché ad un ex amico durante un tentativo di estorsione. Ma come ha preso Maso la denuncia da parte delle sorelle? In un'intervista dello scorso 28 gennaio a "Il Corriere Veneto" l'uomo aveva dichiarato: "Qualcuno sta cercando di rimettermi in carcere ma la galera non mi fa più paura. Ci sono già passato. La differenza è che stavolta non ho fatto nulla di male". Il pericolo concreto, anche secondo gli inquirenti, è che adesso Pietro Maso nutra dei sentimenti di vendetta nei confronti delle due sorelle.

Hanno fatto clamore le rivelazioni fatte dalla versione online de "Il Corriere della Sera", secondo cui Pietro Maso, l'uomo che uccise i suoi genitori nel 1991 uscito di carcere il 15 aprile del 2013, avrebbe minacciato le sorelle dicendo che con loro deve "finire il lavoro di 25 anni fa...". La frase in questione sarebbe stata pronunciata non direttamente alle sorelle Nadia e Lucia, ma ad un'altra persona: perché allora sono state le sorelle a denunciarlo? Il caso ha voluto che Pietro Maso abbia inviato per errore a Nadia un messaggio destinato ad un ex amico, in cui scriveva:"Adesso F. pensaci bene, domani ti chiamo, e se rispondi bene e fai quello che devi fare, o vengo lì e ti stacco quella testa di c... che hai". Da qui la decisione immediata da parte delle sorelle di segnalare il fatto per "chiedere urgentemente alle autorità competenti di intervenire" e la scoperta del tentativo di estorsione perpetrato dal Maso nei confronti dell'ex amico.

Si torna a parlare di Pietro Maso, il 44enne che fu accusato di aver ucciso i genitori nel 1991 e per il cui omicidio scontò 22 anni degli oltre 30 previsti dalla condanna. Tornato in libertà il 15 aprile 2013 negli ultimi giorni è tornato al centro delle cronache per alcune intercettazioni che proverebbero le minacce di morte a carico delle due sorelle, Nadia e Laura. "Le mie sorelle? Su di loro devo finire il lavoro di 25 anni fa...": sarebbero state queste le parole riportate oggi da Il Corriere della Sera online ed estrapolate dalle telefonate finite ora al centro dell'attenzione degli investigatori. Le conversazioni contenenti le gravi minacce, sarebbero avvenute non direttamente con le due sorelle bensì con altre due persone. In tutti e due i casi, come sottolineato dal quotidiano, Maso avrebbe fatto intendere l'intenzione di fare del male alle due donne. Le minacce sono state ritenute talmente gravi al punto da spingere i Carabinieri ad intensificare il servizio di protezione delle sorelle di Pietro Maso, dopo l'attivazione avvenuta lo scorso febbraio. I primi di gennaio, infatti, Nadia e Lucia avevano denunciato il fratello e questo spinse le Forze dell'Ordine a temere per eventuali ritorsioni nei loro confronti. Le analisi in corso e che avrebbero portato alle due intercettazioni, sarebbero avvenute nell'ambito delle indagini per tentata estorsione a carico di Maso ed ai danni di un ex amico veronese. Lo scorso martedì, inoltre, gli è stato notificato il foglio di via libera con il quale Pietro Maso dovrà lasciare la città per non incorrere in nuovi guai con la giustizia.

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