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PIETRO MASO / Minacce di morte alle due sorelle: "Finisco il lavoro di 25 anni fa". Nadia e Lucia lo denunciano e lui... (News, oggi 3 marzo 2016)

Pubblicazione:giovedì 3 marzo 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 4 marzo 2016, 12.20

Pietro Maso Pietro Maso

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PIETRO MASO, GRAVISSIME MINACCE ALLE DUE SORELLE: INTENSIFICATO IL SERVIZIO DI PROTEZIONE PER NADIA E LUCIA.  LE DUE LO DENUNCIANO E LUI... (ULTIME NEWS, OGGI 3 MARZO 2016) - La notizia data in anteprima da "Il Corriere della sera", secondo cui Pietro Maso avrebbe minacciato le sorelle sostenendo che deve "finire il lavoro di 25 anni fa...", ha lasciato sbigottita l'opinione pubblica italiana. L'uomo, uscito dal carcere il 15 aprile del 2013 dopo aver trascorso 22 anni dietro le sbarre in seguito all'omicidio dei suoi genitori nel 1991, è stato "incastrato" da una serie di messaggi inviati erronenamente alla sorella Nadia anziché ad un ex amico durante un tentativo di estorsione. Ma come ha preso Maso la denuncia da parte delle sorelle? In un'intervista dello scorso 28 gennaio a "Il Corriere Veneto" l'uomo aveva dichiarato: "Qualcuno sta cercando di rimettermi in carcere ma la galera non mi fa più paura. Ci sono già passato. La differenza è che stavolta non ho fatto nulla di male". Il pericolo concreto, anche secondo gli inquirenti, è che adesso Pietro Maso nutra dei sentimenti di vendetta nei confronti delle due sorelle.

PIETRO MASO, GRAVISSIME MINACCE ALLE DUE SORELLE: INTENSIFICATO IL SERVIZIO DI PROTEZIONE PER NADIA E LUCIA. GLI SMS CHE LO INCHIODANO E LA DENUNCIA (ULTIME NEWS, OGGI 3 MARZO 2016) - Hanno fatto clamore le rivelazioni fatte dalla versione online de "Il Corriere della Sera", secondo cui Pietro Maso, l'uomo che uccise i suoi genitori nel 1991 uscito di carcere il 15 aprile del 2013, avrebbe minacciato le sorelle dicendo che con loro deve "finire il lavoro di 25 anni fa...". La frase in questione sarebbe stata pronunciata non direttamente alle sorelle Nadia e Lucia, ma ad un'altra persona: perché allora sono state le sorelle a denunciarlo? Il caso ha voluto che Pietro Maso abbia inviato per errore a Nadia un messaggio destinato ad un ex amico, in cui scriveva:"Adesso F. pensaci bene, domani ti chiamo, e se rispondi bene e fai quello che devi fare, o vengo lì e ti stacco quella testa di c... che hai". Da qui la decisione immediata da parte delle sorelle di segnalare il fatto per "chiedere urgentemente alle autorità competenti di intervenire" e la scoperta del tentativo di estorsione perpetrato dal Maso nei confronti dell'ex amico.

PIETRO MASO, GRAVISSIME MINACCE ALLE DUE SORELLE: INTENSIFICATO IL SERVIZIO DI PROTEZIONE PER NADIA E LUCIA (ULTIME NEWS, OGGI 3 MARZO 2016) - Si torna a parlare di Pietro Maso, il 44enne che fu accusato di aver ucciso i genitori nel 1991 e per il cui omicidio scontò 22 anni degli oltre 30 previsti dalla condanna. Tornato in libertà il 15 aprile 2013 negli ultimi giorni è tornato al centro delle cronache per alcune intercettazioni che proverebbero le minacce di morte a carico delle due sorelle, Nadia e Laura. "Le mie sorelle? Su di loro devo finire il lavoro di 25 anni fa...": sarebbero state queste le parole riportate oggi da Il Corriere della Sera online ed estrapolate dalle telefonate finite ora al centro dell'attenzione degli investigatori. Le conversazioni contenenti le gravi minacce, sarebbero avvenute non direttamente con le due sorelle bensì con altre due persone. In tutti e due i casi, come sottolineato dal quotidiano, Maso avrebbe fatto intendere l'intenzione di fare del male alle due donne. Le minacce sono state ritenute talmente gravi al punto da spingere i Carabinieri ad intensificare il servizio di protezione delle sorelle di Pietro Maso, dopo l'attivazione avvenuta lo scorso febbraio. I primi di gennaio, infatti, Nadia e Lucia avevano denunciato il fratello e questo spinse le Forze dell'Ordine a temere per eventuali ritorsioni nei loro confronti. Le analisi in corso e che avrebbero portato alle due intercettazioni, sarebbero avvenute nell'ambito delle indagini per tentata estorsione a carico di Maso ed ai danni di un ex amico veronese. Lo scorso martedì, inoltre, gli è stato notificato il foglio di via libera con il quale Pietro Maso dovrà lasciare la città per non incorrere in nuovi guai con la giustizia.

«Finisco il lavoro di 25 anni fa» 
Maso minaccia, sorelle scortate
Le donne: è in stato di onnipotenza

Da Pietro minacce di morte contro Nadia e Laura: la prova in due telefonate intercettate Intanto martedì gli è stato notificato dalla questura di Milano il foglio di via obbligatorio

di Laura Tedesco

Pietro Maso oggi, in una foto pubblicata da «Chi», e 25 anni fa  Pietro Maso oggi, in una foto pubblicata da «Chi», e 25 anni fa
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  «Le mie sorelle? Su di loro devo finire il lavoro di 25 anni fa...». Parole e frasi sono diverse, ma identici risulterebbero significato e tono delle due telefonate di Pietro Maso intercettate nei giorni scorsi e subito finite nel mirino degli investigatori: in entrambi i casi, secondo gli inquirenti che stanno nuovamente indagando su di lui da gennaio per un tentativo di estorsione ai danni di un (ormai ex) amico veronese, si è trattato da parte di Maso di minacce di morte rivolte all’indirizzo delle sorelle Nadia e Laura. Intanto martedì, dalla questura di Milano gli è stato notificato il «foglio di via obbligatorio»: significa che Pietro deve lasciare la città, oppure rischia di incorrere in un altro guaio. L’ennesimo.

In ambedue le conversazioni captate negli ultimi giorni dagli investigatori, il 44enne che nel ‘91 ammazzò i genitori Antonio e Mariarosa a Montecchia di Crosara non stava parlando al cellulare direttamente con le sorelle, ma con altre due persone. E in entrambi i casi, per gli inquirenti, Pietro ha prospettato l’intenzione di «far loro del male». Minacce ritenute «gravi e fondate»: tanto da indurre i carabinieri di San Bonifacio, a partire da martedì mattina, a intensificare il servizio di protezione a cui Nadia e Laura, che gestiscono insieme un negozio di prodotti erboristici a Caldiero, risultavano essere già sottoposte dai primi di febbraio: un mese fa, ad aver fatto attivare le misure di sicurezza a tutela delle sorelle Maso, furono alcuni annunci di possibili ritorsioni contro di loro giunti da Pietro dopo la denuncia presentata nei suoi confronti da entrambe l’8 gennaio. «L’abbiamo fatto per lui, perché ha bisogno di aiuto. Ma l’ultima intenzione che abbiamo è di danneggiarlo», spiegarono a più riprese le sorelle attraverso il loro avvocato Agostino Rigoli, lo stesso legale che le assiste dal dramma che 25 anni fa sconvolse per sempre la loro famiglia.

 

 

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 Pietro Maso: dall’omicidio dei genitori alla nuova vita

Un’intenzione, la loro, che Pietro non solo non ha capito ma, anzi, ha evidentemente travisato del tutto: «Qualcuno sta cercando di rimettermi in carcere ma la galera non mi fa più paura - dichiarò Maso il 28 gennaio al Corriere del Veneto -. Ci sono già passato. La differenza è che stavolta non ho fatto nulla di male



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