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GIULIO REGENI/ Paola, il male che hanno fatto a suo figlio è stato vinto

Giulio Regeni Giulio Regeni

Non possiamo cullarci nella speranza che un paese che tortura i suoi figli ci aiuti ad arginare violenze e orrori che hanno lo stesso marchio di fabbrica. Troppe volte abbiamo perseguito rapporti istituzionali ed economici con paesi dove la menzogna è eretta a sistema, e nella guerra a pezzi che sconvolge il mondo ne vediamo gli esiti. Chi è contro la bestialità, anche se ammantata da dei, lo gridi, senza inventare scusanti. Giulio è il volto oggi di tutti i nostri figli che affidiamo alla vita, perché amino, costruiscano, siano felici. E che gli uomini ci restituiscono cadaveri, irriconoscibili alle carezze materne. 

Signora Regeni, non c'è risposta a un male così. Se non che il male è stato vinto, e da un amoroso Figlio proprio come il suo, coi capelli e la barba intrecciati di sangue, con il capo bello e delicato, esanime; con la bocca bella e delicata, asserrata, come nei versi drammatici di Jacopone. Non c'è risposta a un dolore così. Ma dobbiamo credere che Giulio, come il Figlio di Dio, grazie al Figlio di Dio non è morto per sempre. Tremo a dirlo, signora cara, padre ferito, ma crediatelo, crediamolo insieme: siamo nati e non moriremo mai più.

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COMMENTI
02/04/2016 - considerazioni (marchitiello emilia)

Perfettamente d'accordo con quanto scritto nell'articolo.