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PAPA/ Le nostre ginocchia sbucciate e la dignità del perdono di Dio

Pubblicazione:giovedì 31 marzo 2016 - Ultimo aggiornamento:giovedì 31 marzo 2016, 11.25

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

La teologia del Papa è quella dei bambini: è sempre la teologia migliore. Cadere come cadevamo al parco, farsi male con le ginocchia sbucciate, è il simbolo di ogni infanzia perché, quando accade, si rimane a terra a piagnucolare e questo lo fanno solo i bambini: già da adolescenti non lo si fa più. Da grandini ci si alza veloci, ci si pulisce da soli, se qualcuno vuole aiutarci, diciamo di no, vergognosi e orgogliosi. E così andiamo via zoppicando.

Da piccoli invece ci si fa alzare da mamma, e questo bisogna fare, ha detto il Papa in udienza. La si chiama e solo lei può toccarci. E la ferita diventa l'occasione dei baci "leva-bua". Siamo stati creati per stare in piedi perciò se cadiamo, facciamoci rialzare. Ma non è roba da bambini? Sì. Ed è  anche roba da re. Da Re David, addirittura. Traditore e omicida, racconta il Papa. Re, profeta, grande, grandissimo, con l'anima sbucciata. Potente non solo di forza ma anche potente nel chiamare, nel chiedere, nel farsi rialzare.

"Brutto peccato! Il profeta Natan gli svela la sua colpa e lo aiuta a riconoscerla. È il momento della riconciliazione con Dio, nella confessione del proprio peccato. E qui Davide è stato umile, è stato grande! Chi prega con questo Salmo è invitato ad avere gli stessi sentimenti di pentimento e di fiducia in Dio che ha avuto Davide quando si è ravveduto e, pur essendo re, si è umiliato senza avere timore di confessare la colpa e mostrare la propria miseria al Signore, convinto però della certezza della sua misericordia. E non era un peccato da poco, una piccola bugia, quello che aveva fatto: aveva fatto un adulterio e un assassinio!". 

Grande Davide a terra con le ginocchia sbucciate. Grande Davide che usa parole "plastiche", come dice il Papa: "È un appello accorato a Dio, l'unico che può liberare dal peccato. Vengono usate immagini molto plastiche: cancella, lavami, rendimi puro. Si manifesta, in questa preghiera, il vero bisogno dell'uomo: l'unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno nella nostra vita è quella di essere perdonati, liberati dal male e dalle sue conseguenze di morte". Dio fa così. Accende il fuoco per sfamarci. Cuoce il pesce per saziarci. Cancella, lava, ciò che ci sporca, ciò che ci ferisce. Noi siamo la sua gioia, soffia sulle nostre ginocchia. Non vede peccati, vede la sua gioia a terra. Quando faremo della nostra teologia, pesce, pane, mano che ci rialza?



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COMMENTI
31/03/2016 - Tutti i giorni sono perdonata (claudia mazzola)

Mi capita di pensare di dovermi meritare l'amore di Gesù. Mi guardo fragile, incapace, instabile, senza alcuna eccellenza o dote nel fare, sempre in caduta e attratta dal mondo, come è possibile amarmi? Eppure piena di stupore Lui mi ama e non solo Lui, anche mio marito e altre persone. Da non crederci... invece è vero.