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PAPA/ Le nostre ginocchia sbucciate e la dignità del perdono di Dio

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Il Papa termina il suo ciclo di catechesi sulla misericordia nell'Antico testamento parlando di perdono. Il perdono di Dio, dice, è sempre "più grande di qualunque cosa possiamo rimproverarci". Con la catechesi di ieri, il Papa prende di petto il problema che noi abbiamo con Dio. È il problema delle misure. Noi uomini viviamo di misure: grande o piccolo, prima o dopo. Invece Dio quando entra nella nostra vita, entra nelle nostre misure e le fa tracimare. Dalla morte alla vita: eterna. Dall'oggi all'eternità, da qui al cielo. E lo fa venendo Lui, facendo Lui, vivendo Lui.

Per questo noi facciamo fatica. Il problema delle nostre misure con Dio non riguarda solo i sentimenti, gli affetti, le gioie, riguarda soprattutto le colpe: le minimizziamo o le ingigantiamo, e di questo ieri ha parlato il Papa. Noi siamo sempre lì a misurare colpe e peccati, a rinchiuderci. E allora Dio non si stanca di riallargare la nostra vita quotidiana, la fa tracimare, e lo fa con il perdono.

Perché se c'è una cosa su cui spesso sbagliamo è proprio la misura del Suo amore. Non c'è colpa che Dio non prenda, copra, cancelli, curi, annulli, qualsiasi di questi verbi noi vogliamo usare Lui lo chiama perdono.

È quella cosa che non finisce mai, che ha spazio per prendere ogni colpa, ed è proprio quel senza misura che ci sembra impossibile, impensabile. Per questo ci andiamo a nascondere, ci colpevolizziamo di più, ci condanniamo senza appello, e ci dimentichiamo che lì dove noi vediamo peccato e morte, Lui vede Mauro, Federico, Luigi, Ada, Marta: me, te, noi, uno per uno.

Lì dove noi vediamo un giudice, Lui è seduto a cuocere pesce per la nostra fame. Proprio la fame che viene la sera, dopo il lavoro. La presenza di Dio è la morte delle metafore: se cuoce pesce non è perché "significa qualcosa": è, innanzitutto, proprio perché cuoce pesce. Noi facciamo teologia, Lui cuoce pesce. Noi distinguiamo mille peccati, Lui ci chiede se abbiamo da mangiare. Perché perdonare è tornare a mangiare insieme, tornare a mettere insieme il pane, ad essere amici, compagni. Non dimentichiamoci che compagni viene da cum panis: gente che mette il pane in comune. Questo è il perdono di Dio. Sazia.

Il Papa per dire tutto questo usa parole bellissime. "Quando un bambino cade, cosa fa? Alza la mano alla mamma, al papà perché lo alzi. Facciamo lo stesso. Se tu cadi per debolezza nel peccato, alza la tua mano: il Signore la prende e ti aiuterà ad alzarti. Questa è la dignità del perdono di Dio! La dignità che ci dà il perdono di Dio è quella di alzarci, metterci sempre in piedi, perché Lui ha creato l'uomo e la donna per essere in piedi". Pesce e mani di madre.


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COMMENTI
31/03/2016 - Tutti i giorni sono perdonata (claudia mazzola)

Mi capita di pensare di dovermi meritare l'amore di Gesù. Mi guardo fragile, incapace, instabile, senza alcuna eccellenza o dote nel fare, sempre in caduta e attratta dal mondo, come è possibile amarmi? Eppure piena di stupore Lui mi ama e non solo Lui, anche mio marito e altre persone. Da non crederci... invece è vero.