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FEDE & POLITICA/ I "cattivi" della scelta religiosa? Agnoli, la fede non è di Berlusconi…

Pubblicazione:domenica 6 marzo 2016 - Ultimo aggiornamento:domenica 6 marzo 2016, 11.16

papa Francesco (Infophoto) papa Francesco (Infophoto)

Un'intemerata un po' esagerata sui "cattolici divisi" — più del centrodestra e della sinistra — quella di Francesco Agnoli su Libero di ieri. I "buoni" e i "cattivi" nettamente divisi, da un lato e dall'altro. I "buoni" quelli del buon tempo antico, della mano ferma di Ruini sui "valori non negoziabili" e di quella "brava persona" di Bagnasco (un po' offensiva la difesa di Agnoli delle sue titubanze di schieramento, a dir la verità), prima che fosse "traviato" dalle pressioni di Bertone, desideroso di allinearsi al nuovo corso di Monti in politica. Un desiderio compromissorio con un Potere "al potere" non più ligio ai "valori non negoziabili" della "morale naturale" che avrebbe preso i lapsi nella fede, e spiegherebbe i voltafaccia dei tanti "cattivi", a cominciare da Julián Carrón, dimentico dei fasti e dei meriti della Cl lombarda di Formigoni (e per sganciarsene si sarebbe inventata la "scelta religiosa" del Movimento), per finire a Ravasi e Forte. Tutti spronati al compromesso laicista con il nuovo corso di Renzi, Boschi e Cirinnà da Mons. Galantino. Non si ha il coraggio di dire che questo spirito compromissorio avrebbe a patrono Francesco (se nuovo corso c'è, è suo), tanto che alla fine Agnoli rivendica l'invito di Francesco ai cattolici a valersi nelle scelte sociali e politiche, più che dei vincoli di un magistero obbligante, della loro "coscienza ben formata".

A naso, mi sembra che Agnoli ritenga di avere una coscienza ben formata che ha tutti i motivi per avere a dispetto l'aria nuova che con Francesco circola nella Chiesa italiana, quanto meno sui temi affrontati da Agnoli. Un'aria nuova di cui chi scrive crede ci fosse un gran bisogno; anche se forse il primo a rendersene conto è stato Benedetto XVI con il gesto grandioso delle sue dimissioni, che a quell'aria nuova hanno voluto aprire la porta. 

Per la mia scarsa propensione a inquadrarmi in questa o quella militanza politico-ecclesiale (forse, un po' sentimentalmente, per me la Chiesa è dove posso stare nei paraggi di una Presenza che tiene insieme le domande degli uomini con la loro vita, quale che sia la sua forma, l'istituzione o movimento di riferimento), non ho la competenza di Agnoli a segnare sul taccuino dei buoni e dei cattivi nomi, giravolte, posizioni. Per pura testimonianza personale, che riguarda Cl, mi limito a dire che ho avuto voglia di capirne qualcosa di più, e mi ha fatto un gran bene, quando non ho dovuto sbattere la testa su come si potesse fare scuola di comunità la sera sui testi di Giussani e la mattina dopo votare con convinzione che Ruby era la nipote di Mubarak. Posso non aver capito niente, ma questo ero certo fosse un'incongruenza. E non solo io, ma Cl e la Chiesa italiana non possono non essere grati a Carrón di avercela tolta da sotto gli occhi, anche chiedendo dolorosamente scusa. 


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COMMENTI
09/03/2016 - Scheletri nell'armadio (nicola mastronardi)

Non capisco, perché il signor Agnoli mette tra i buoni sua eminenza Cardinal Bagnasco. Vorrei ricordare all'attento giornalista che Mons. Bagnasco ai funerali di Don Gallo ha dato la comunione (il corpo di Cristo) a Vladimir Luxuria, al posto di parlare parlare forse era meglio fare. O forse sua eminenza si è vergognato di Cristo?

 
06/03/2016 - il format è sempre quello (marco nocetti)

Prima parte dell'articolo in cui si spiega perché l'Agnoli (o magari il Socci) di turno sbaglia tutto. Seconda parte in cui si illustra l'alternativa. Peccato che, se la prima parte è chiara e netta, la seconda sia a dir poco vaga e nebulosa.

 
06/03/2016 - La scelta religiosa (andrea sartori)

Belle parole ma, mi chiedo da CL, non è che stiamo buttando via il bambino con l'acqua sporca? Per anni ci è stato detto di aiutare gli amici, che militavano in un certo partito, e chi non lo faceva non era ortodosso. Ora ci viene detto che era sbagliato, magari da coloro che allora ci facevano sentire non aderenti al carisma. ora, come allora, chi non è convinto del nuovo corso non ha spazio. E' questa la sequela che Giussani avrebbe voluto? fra le tante citazioni forse occorrerebbe riprendere anche quelle relative alla sequela senza aver paura di constatare che da sempre ci son stati travisamenti e forzature.