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Cronaca

LETTERA SUL FAMILY DAY/ Non è tempo di crociate (e di partiti politici)

Al  Circo Massimo il 30 gennaio scorso (Infophoto)Al Circo Massimo il 30 gennaio scorso (Infophoto)

Ora che la fede sia fatto oggetto politico, questo è una delle cose più gravi che possa darsi oggi in una società. Perché significa scalfire ciò che è di più intimo e personale in un cittadino, la propria credenza. Con che diritto? Abbiamo già sufficientemente assistito in Europa all'ergersi in proprie iniziative che miravano alla poliscon il proclama della parola "Dio". L'estremismo è una forma politica che genera violenza, divisione e alla fine terrore.

Non è tempo di crociate ma del recupero dell'unità dei cristiani. A partire dalla cultura, dall'educazione sino certamente alla politica, ma con una strategia consona, con un metodo e con delle scelte condivise. Occorre un dialogo con la Cei, con le istituzioni, con i cittadini. Occorre un programma che abbia un orizzonte sociale, formativo ed economico che nulla escluda delle esigenze dei cittadini. Occorre insomma una intelligencija unitaria prima di un partito di qualsivoglia parte.

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COMMENTI
06/03/2016 - Grazie Professoressa Crimi (ALBERTO DELLISANTI)

Dopo il fatto compiuto del duo Adinolfi-Amato all'insaputa dei compagni di strada (non è grave Signor Crippa?) dopo l'articolo così aggressivo di Maurizio Vitali, dopo la prosopopea nella lettera di Maurizio Lupi, dopo il "cortocircuito" della Professoressa Violini, un articolo che fa luce. La fa anche sulla "scaltra mossa renziana". Sulla "rivisitazione linguistica del DDL Cirinnà che nei fatti poco varia". Ma diventa il DDL Renzi/Alfano(!) E'vero che non è tempo di partiti(ni) politici. E di crociate. (Non veda indicati dei crociati, Signor Crippa). Occorre l'unità. Peccato Dottor Adinolfi... E un programma culturale politico sociale. Non un monotema pur importantissimo. Di Costanza Miriano, Elisa Crimi scrive della sua "difesa della famiglia", che definisce "eroica". Leggendo di "Cristo" (Miriano) e della "Vergine Maria" (Adinolfi) ho pensato a uno dei comandamenti, quello del non allargarsi troppo.

 
06/03/2016 - Ma quale crociata? (Giuseppe Crippa)

La nascita di un nuovo partito in Italia, paese nel quale ormai vota poco più di un cittadino su due, dovrebbe essere guardata con attenzione e senza prevenzioni e così mi è parso leggendo la prima parte di questa lettera. Nella seconda parte però mi sembra che delle prevenzioni emergano chiaramente e per di più con argomentazioni certamente non all’altezza dello stile e dei contenuti della prima parte. Come definire – se non qualunquistiche – la serie di domande su chi non ha una famiglia e su dove contestare l’ideologia del gender? E perché criticare Costanza Miriano quando afferma che la verità di ogni uomo è Cristo e Mario Adinolfi se affida la sua iniziativa a Maria? Definire “crociato” chiunque osi citare pubblicamente questi nomi mi ricorda qualche proclama del sedicente Califfato o qualche affermazione obamiana tendente a confinare ogni fede nell’ambito del privato…