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FESTA DELLA DONNA/ L'8 marzo in Vaticano? Non c'entrano i diritti, ma la misericordia

Pubblicazione:lunedì 7 marzo 2016

Michelangelo, Pietà Rondanini (1552-3) Michelangelo, Pietà Rondanini (1552-3)

L'8 marzo in Vaticano mi dice che essere femministe non è una targa alla memoria di un'epoca che fu, un'epoca di lotta per diritti sacrosanti e per un'uguaglianza necessaria, sostanziale per l'essere umano e per la sua dignità di creatura ancor prima che donna o uomo. L'8 marzo in Vaticano mi dice che ciò che nasce socialista o comunista o femminista e radicale per diventare nel tempo anche molto commerciale, può ancora essere riempito di senso cristiano. Può essere addirittura l'occasione per parlare di coraggio e di misericordia e di come queste due potenti virtù dell'uomo siano state coniugate in figure straordinarie di donne moderne. Un bel modo davvero di celebrare il Giubileo della Misericordia.



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