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Punita perché occidentale / Ragazzina musulmana a scuola racconta: mi strofinavano il sale sugli occhi (oggi, 7 marzo 2016)

Punita perché occidentale: ragazzina musulmana a scuola racconta sevizie della famiglia, maltrattamenti e punizioni: mi strofinavano il sale sugli occhi. Verifiche in corso, caso a Bologna

Immagini di repertorio (Infophoto) Immagini di repertorio (Infophoto)

PUNITA PERCHÉ OCCIDENTALE, RAGAZZINA MUSULMANA A SCUOLA RACCONTA MALTRATTAMENTI DELLA FAMIGLIA: TRA LE SEVIZIE ANCHE SALE SUGLI OCCHI (OGGI, 7 MARZO 2016) - Brutto caso di cronaca a Bologna: una ragazzina di 14 anni islamica racconta a scuola di essere vittima di percosse, maltrattamenti, pestaggi e addirittura di sale sfregato sugli occhi come punizione per il suo atteggiamento e comportamento troppo occidentale. Il caso scoppia in una scuola superiore bolognese, con il racconto choc della ragazza confidato ad una professoressa. La notizia la svela l’Ansa poco fa, con la scuola che negli scorsi giorni ha segnalato la vicenda alla Procura Ordinaria e a quella dei Minorenni; la prudenza prima di tutto regna sovrana in un caso come questo, anche perché prima va verificato se si tratta di accuse reali oppure della fantasia di una ragazza 14enne. La ragazzina avrebbe detto di essere stata pacchianata dai genitori e anche da due fratelli maggiorenni con oggetti anche contundenti: amici italiani, le varie frequentazioni e uno stile di vita “troppo occidentale” sarebbero la causa di queste angherie subite, ricordando in maniera inquietante il caso di Hina, la ragazza bresciana e musulmana poi uccisa dal padre fondamentalista che non la voleva occidentale. Il caso ovviamente in questa frangente è molto diverso anche perché prima va verificato tutto e poi si tratta per fortuna di aggressioni ma non di delitto; eppure il caso desta attenzione e le prime reazioni sono già arrivate dalla politica, con le parole id Matteo Salvini apparse sul suo Facebook. Il segretario della Lega scrive sul suo profilo: «se questa notizie è vera, un abbraccio alla ragazza e un “vergogna” alla famiglia: chi non accetta le nostre elementari regole di civiltà, ‘non ha il diritto’ di stare in Italia».

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