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A PROPOSITO DELLA FESTA DELLE DONNE / “Io, Lidia, e quello stesso incontro 30 anni dopo”

Festa delle Donne: la lettera di Lidia e l'incontro con Don Giussani, "mi sono scoperta così vicina a lei senza che la conoscessi". Lo stesso incontro 30 anni dopo: lettera di ANNA BICOCCHI

Lidia Macchi (Infophoto) Lidia Macchi (Infophoto)

Tramite la famiglia dei miei zii ho conosciuto la storia di Lidia un po di anni fa. Ultimamente però é successa una cosa che mi ha colpito molto. un mio amico una sera mi invia il link ad una pagina nella quale si raccontava la storia di Lidia. Ciò che più mi ha stravolto è stato che il link non raccontasse della storia dell'omicidio, ma era stata pubblicata una lettera, nella quale Lidia raccontava del suo incontro con don Giussani. Leggendola mi sono quasi commossa, perché mi sono accorta che l’avevano colpita le stesse cose che hanno colpito me quando, qualche mese fa con Gs, avevo visto un video di una lezione di Giussani: “Più delle sue parole mi ha colpito lui, il suo sguardo profondo e attento, qualcosa di inafferrabile, un uomo libero, aperto, non arrabbiato o irato con la vita”. Erano esattamente gli stessi occhi che mi avevano sconvolta quel giorno che ho visto il video! E lì mi ha fatto veramente pensare: se anche quella ragazza, che io non ho mai conosciuto, più di trent'anni fa ha provato nei confronti di quell'uomo l'attrattiva che ho provato io, magari c'è sotto sotto qualcosa di vero! Ed è stata la prima volta che ho preso coscienza di questa cosa così grande, grazie all'incontro con una ragazza che non ho mai visto né conosciuto.

E l'altra cosa che mi ha colpito un sacco è stata la forza di vita che aveva Lidia, nella quale mi sono molto rispecchiata. Questa voglia di domandare, di capire, di godersi le cose che si fanno mi hanno fatta sentire molto vicina a lei! Nella sua lettera scrive: "Adesso non mi sembra più di essere sola alla ricerca disperata di qualcosa di cui tutti se ne fregano; è come se qualcuno, facendomi sobbalzare, perché è arrivato inaspettatamente, mi avesse detto: “Ehi, sono qui, non urlare e non disperarti, perché seguendo questa strada usciremo dalla foresta”. E io voglio uscire dalla foresta, perché la vita è mare, cielo, monti e pianure, case, alberi, volti umani, stelle, sole e vento e noi siamo fatti per questo Infinito che c’è; basta solo guardarsi in giro e per questo seguire questo “Qualcuno” che mi è venuto incontro nel groviglio della foresta e che mi dice: “Guarda lassù tra le foglie, vedi, c’è un pezzettino di cielo blu, blu, usciamo a vederlo”. Quasi con le lacrime, mi ha reso lieta sapere che lei, come me aveva la stessa domanda, la stessa esigenza. Ed è proprio questo che l'ha resa speciale e mi ha permesso di fare un incontro vivo con lei proprio ora, proprio adesso.

 

(Anna Bicocchi)

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