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Cronaca

GIOSUE' RUOTOLO / Trifone e Teresa, il racconto del Carabiniere che lo ha arrestato: "E' rimasto impassibile" (News, oggi 8 marzo 2016)

Giosuè Ruotolo, arrestato ieri insieme alla fidanzata Rosaria per l'omicidio di Trifone e Teresa: le parole di rabbia dei genitori del militare ucciso a Pomeriggio 5.

Trifone e Teresa, infophotoTrifone e Teresa, infophoto

Giosuè Ruotolo, presunto assassino di Trifone e Teresa e da ieri nel carcere di Belluno, non si sarebbe scomposto più di tanto quando, verso le 17:00 del 7 marzo vide arrivare in caserma i Carabinieri per la notifica dell'atto. A raccontarlo al margine della conferenza stampa è stato Pierluigi Grosseto, Capitano dei Carabinieri, come riporta "Pordenoneoggi.it": "È rimasto impassibile. Non ha avuto alcuna reazione né ha parlato. Ha chiesto di leggere il documento, ha preparato degli effetti personali e ci ha seguito in caserma per la foto segnalazione", ha dichiarato il militare. Giosuè Ruotolo avrebbe chiesto di non avvertire direttamente i parenti del suo arresto ma di contattare solo il suo avvocato difensore; sarebbe stato quest'ultimo, con le dovute cautele, ad informare la famiglia del 26enne di Somma Vesuviana. "Quando ci ha visti entrare nella sua stanza ci ha accolti come si fa con volti amici, forse non pensando immediatamente ad un provvedimento restrittivo quanto forse a qualche notifica di natura diversa", ha aggiunto il Carabiniere che ha eseguito l'arresto del presunto assassino di Trifone e Teresa.

Il giallo di Trifone e Teresa, i due fidanzati uccisi a Pordenone lo scorso 17 marzo, ha subito nella giornata di ieri una svolta inaspettata in seguito all’arresto di Giosuè Ruotolo e della fidanzata Rosaria Patrone, quest’ultima ai domiciliari. A Pomeriggio 5, l’intera famiglia di Trifone è intervenuta insieme al loro avvocato difensore Nicodemo Gentile, per ricordare l’amato figlio. A prendere la parola è stata essenzialmente la madre che non ha nascosto la grande rabbia nei confronti di quanto accaduto al militare ed alla sua fidanzata, ricordando il triste episodio in cui Giosuè chiese dieci euro il giorno del funerale. “Quando ho visto che era lui l'indagato ho collegato tutto”, ha asserito la donna. “Trifone e Teresa erano amati da tutti in palestra ed altrove”, ha aggiunto, descrivendo quanto accaduto con una sola parola, “abominio”. L’avvocato della famiglia di Trifone Ragone si è complimentato con la procura di Pordenone e con gli investigatori che hanno operato in modo eccellente, seppur silenzioso, verso la scoperta della verità.

Con l'arresto di Giosuè Ruotolo si è giunti finalmente ad una svolta importante nel giallo sull'uccisione di Trifone Ragone e Teresa Costanza. La fidanzata del militare 26enne di Somma Vesuviana, sarebbe invece finita ai domiciliari. In base alle parole del procuratore di Pordenone, Marco Martani, intervenuto nel corso della conferenza stampa, il movente dell'omicidio di Trifone e Teresa sarebbe da ricercare in un acceso diverbio avuto tra Ruotolo ed il suo ex commilitone Ragone, sfociato in un vero e proprio scontro fisico, sebbene lo stesso Giosuè abbia smentito l'evento. "Parlando con i coinquilini abbiamo saputo che tra Trifone e Giosuè ci fu una volta un forte litigio, dopo il quale Trifone colpì Ruotolo", ha spiegato il pm, come riporta oggi il sito de Il Giornale. Da quel momento, Giosuè Ruotolo da sei mesi indagato per il delitto di Pordenone e da ieri sera nel carcere di Belluno, avrebbe iniziato a pianificare la sua vendetta.

Ci sarebbero "gravi indizi di colpevolezza" e  il "pericolo di inquinamento delle prove" alla base dell'arresto ieri di Giosuè Ruotolo e della fidanzata Rosaria Patrone indagati per il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza. Lo ha affermato il Procuratore di Pordenone Marco Martani durante la conferenza stampa convocata dopo l'arresto dei due indagati. La svolta nel caso di Trifone e Teresa è avvenuta a quasi un anno dalla loro morte: i due fidanzati di Pordenone infatti sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco il 17 marzo scorso nella propria auto nel parcheggio del Palasport. Ieri sono stati arrestati  il commilitone ed ex coinquilino di Trifone, Giosué Ruotolo, 26 anni, di Somma Vesuviana (Napoli) e la sua fidanzata, Maria Rosaria Patrone, 24 anni, anche lei di Somma. Giosué è accusato del duplice omicidio mentre Rosaria è accusata di favoreggiamento per aver aiutato il fidanzato a eludere le investigazioni. 

E' stato arrestato Giosuè Ruotolo, il militare campano indagato per il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza. I due fidanzati di Pordenone sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco il 17 marzo scorso, mentre si trovavano a bordo della propria auto e fermi nel parcheggio del Palasport. Dopo mesi di indagini sul delitto Trifone Ragone e Teresa Costanza, Aberto Rossi, il Gip del tribunale di Pordenone, ha accolto la richiesta che un mese fa avevano inviato i Pm Pier Umberto Vallerin e Matteo Campagnaro di sottoporre Giosuè Ruotolo a custodia cautelare in carcere. Custodia cautelare con arresti domiciliari invece per la fidanzata Rosaria Patrone. Il ventiseienne campano, Giosuè Ruotolo, è stato commilitone di Trifone Ragone ed ha trascorso le ultime settimane nella nuova caserma di Pordenone. Come riporta Repubblica, Ruotolo aveva il divieto di avere qualsiasi contatto con l'esterno, fatta eccezione per le lunghe telefonate con Rosaria Patrone. La donna era fino ad ora indagata per favoreggiamento ed istigazione nel delitto. L'elemento ciave che avrebbe spinto all'arresto è il noto astio fra Trifone e Ruotolo e che era sfociato in una discussione piuttosto accesa appena alcuni mesi prima dell'orrendo delitto. In quell'occasione infatti i due erano arrivati ale mani, fatto smentito dallo stesso Ruotolo durante gli interrogatori e dal suo difensore, l'avvocato Roberto Rigoni Stern, che hanno sempre affermato invece che i rapporti fossero addirittura buoni. "L'arresto del mio assistito Giosué Ruotolo ci coglie completamente di sorpresa perché sono passati sei mesi dall'iscrizione del registro degli indagati", afferma il legale Roberto Rigoni Stern in un'intervista, "e non capiamo quali circostanze possono essere mutate rispetto ad allora per giustificare questo provvedimento". Il difensore ha inoltre dichiarato che verrà presentata istanza al tribunale del riesame di Trieste perché il suo assistito possa tornare subito in libertà. "Siamo sempre più persuasi di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti", ha continuato il legale nell'intervista, "proprio l'accesso agli atti ci garantirà un contradditorio e la spiegazione ai punti interrogativi sollecitati dall'accusa". L'avvocato di parte civile, Nicodemo Gentile, ha invece evidenziato la soddisfazione, propria e delle famiglie che rappresenta, per il provvedimento che attendevano da tanto tempo dato il "gravissimo quadro indiziario a carico di Ruotolo". Per ora il caso rimane ancora aperto e l'arresto del maggiore indiziato rimane solo a scopo cautelativo, ma l'avvocato Gentile ha dichiarato che si tratta di "un primo passo importante verso l'accertamento della verità per dare giustizia a Trifone Ragone e Teresa Costanza,". 

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