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INFERMIERA KILLER/ "Vittima" di una guerra che si combatte nel cuore di ciascuno

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Ognuno viene al mondo con un sentimento buono nei confronti della vita, con un desiderio di felicità, col presentimento che la realtà gli offra qualche cosa di buono. Poi, spesso, troppo spesso, la vita delude questa attesa. Perché capita che qualcuno ti tradisca. Perché qualcuno ti insegna a odiare. Perché, semplicemente, giorno dopo giorno, la banalità delle cose — "la fatica interminabile, lo sforzo per star vivi d'ora in ora, la notizia del male degli altri, del male meschino, fastidioso come mosche d'estate — il vivere che taglia le gambe" di Pavese — disillude.

"O natura, o natura,/ perché non rendi poi/quel che prometti allor? Perché di tanto/inganni i figli tuoi?" è il grido disperato di Leopardi di fronte a questa drammatica scoperta. E allora può succedere che l'amore per la vita si trasformi in odio. Un odio sordo, accanito, implacabile. Che a volte, troppe volte, può esplodere. In un parco giochi di Lahore. Nella cabina di un aeroplano attrezzato per ogni emergenza. O nelle corsie di un ospedale pulito, ordinato, efficiente. Sì, bisogna sorvegliare di più, senz'altro, siamo in guerra. Ma è una guerra universale, una guerra che può colpire ovunque. Perché è una guerra che si combatte in fondo al cuore di ciascuno.

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COMMENTI
01/04/2016 - Nella lotta vince sempre il bene (claudia mazzola)

Un amico quando era in carcere ha conosciuto la ragazza che con il suo fidanzato ha ucciso mamma e fratellino. Conoscendola così dolce dopo anni di prigione, gli sembrava impossibile avesse potuto fare quel gesto orribile. Il nostro cuore è fatto solo di male? No, ma devi incontrare un grande Amico.