BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

AMORIS LAETITIA/ La famiglia viva è più grande di ogni regola

Pubblicazione:domenica 10 aprile 2016

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Una considerazione a latere: ci si lamenta che i ragazzi dopo la cresima abbandonano la chiesa, anche perché non hanno sostegno né dai pari né dai genitori. Abbiamo mai pensato quale testimonianza per i figli è vedere che genitori che per situazioni "irregolari" (uso le virgolette come fa il Papa) non hanno accesso ai sacramenti soffrono per questo eppure continuano a sentirsi nella chiesa, facendo dell'appartenenza piena il desiderio che muove la loro vita? 

Punto quinto: la famiglia concreta è la famiglia larga, e la famiglia che cambia: non ci sono solo i genitori e le loro questioni, ma ci sono i figli e i loro bisogni imprescindibili, le loro gioie e sofferenze. Troppo poco considerati fin qui, finalmente guardati con amorevole sollecitudine, spendendo le parole necessarie, nella Amoris Laetitia. C'è il rapporto tra i fratelli: se di fraternità saremo capaci, è perché l'abbiamo imparata in famiglia. Certo che se di fratelli non ne abbiamo... E se invece imparassimo a considerare fratelli anche quelli che non hanno lo stesso sangue, ma accolti diventano parte della famiglia? Adozione e affido sono vie pienamente generative (AL 82, 179-181). Poi ci sono i nonni, gli zii, perfino i suoceri (198). La famiglia non è una estensione dell'individuo, ma l'anello di una catena lunga, che ci precede, ci accompagna, va oltre di noi. 

E poi la famiglia vive! Quindi nasce, cresce, si trasforma, invecchia... L'inizio, la nascita dei figli, il loro crescere e andarsene, l'accudimento dei genitori anziani, l'invecchiamento e le malattie, senza contare le prove che la vita ci riserva fanno sì che la famiglia sia sempre la stessa ma anche sempre nuova: e se non cambia non può stare insieme. 

Punto sesto: Il privato e il pubblico. La famiglia non è una scelta privata (quella è la convivenza). Fare famiglia è decidere di attraversare insieme l'avventura della vita. In uscita, perché l'amore o è fecondo o non è: "L'amore dà sempre vita. Per questo, l'amore coniugale non si esaurisce all'interno della coppia" (165). La famiglia non è un nido piccolo (187) ma una casa con le porte aperte, che di accoglienza si nutre e si rigenera. Che diventa segno per il mondo: "Una coppia di sposi che sperimenta la forza dell'amore, sa che tale amore è chiamato a sanare le ferite degli abbandonati, a instaurare la cultura dell'incontro, a lottare per la giustizia" (183). Come è detto anche dai bellissimi versi del poeta uruguaiano Mario Benedetti: "ti amo perché le tue mani /si adoperano per la giustizia" (AL 181). Senza questo respiro oltre se stessa, senza questo partecipare contribuendo al mondo intorno, la famiglia si ammala e inaridisce.

Abbiamo tanta paura che il mondo distrugga la famiglia, che sia un nemico da cui difendersi. Con il suo respiro grande Papa Francesco ribalta la prospettiva: "Dio ha affidato alla famiglia il progetto di rendere 'domestico' il mondo" (183).

Arturo Paoli invitava ad "amorizzare il mondo". E' il compito, entusiasmante, che ci aspetta.

Solo la famiglia, e una chiesa che sia davvero famiglia (paterna e materna) può realizzarlo.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
10/04/2016 - A latere (Giuseppe Crippa)

Ho letto ed apprezzato la presentazione della “Amoris laetitia” da parte della professoressa Giaccardi, alla quale chiederei però cortesemente di precisare meglio la considerazione “a latere” del punto quattro. Quale relazione vede tra l’abbandono della pratica religiosa dei ragazzi dopo la Cresima ed il desiderio dei genitori in situazione “irregolare” (come dice papa Francesco) di una appartenenza piena alla vita della Chiesa? A parte lo squilibrio tra questo abbandono di massa ed il numero dei genitori citati (grazie a Dio molto inferiore) mi aspetterei eventualmente un fenomeno contrario in queste famiglie.