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ISIS NEWS / Lo studio, “Daesh non piace ai giovani arabi”: speranze per il futuro? (Oggi, 12 aprile 2016)

ISIS News, aggiornamento di oggi, martedì 12 aprile 2016. Risale a ieri la distruzione di un camion carico di terroristi da parte delle forze armate russe. La Francia promette guerra.

Isis News (infophoto) Isis News (infophoto)

La minaccia dell’Isis è forse il rischio più grande, a livello internazionale, che il mondo contemporaneo assiste quasi inerme dopo le ceneri di Al Qaeda e del fondamentalismo islamico rinnovato. Più intelligence, pochi capi riconosciuti e cellule sparse per molti stati Europei e mondiali, riuscire a sconfiggerli militarmente sembra davvero qualcosa di impensabile, quantomeno nel breve: eppure un lumicino di speranza sorge, da un qualcosa che apparentemente non garantisce nulla in termini di forze militari o politici. Un piccolo studio, uno studio sulle considerazioni e credenze dei giovani arabi lanciati nell’ottava edizione dell’Arab Youth Survey: è una ricerca condotta da Bruson Marsteller che su un campione importante di 3500 giovani arabi intervistati ha chiesto lumi sul Isis e il futuro dello Stato Islamico. Ebbene, tre giovani su quattro si dicono preoccupati per l’ascesa di Daesh ma solo uno su quattro cede che realmente il gruppo terrorista alla fine avrà successo. Il 50% dei giovani arabi considera questo com il problema principale del Medio Oriente, in aumento rispetto al 37% dello scorso anno, complici forse gli attacchi vili a Parigi e Bruxelles, gli ultimi attentati Isis in Europa. Il 13% crede che avrebbe potuto dare contributo all’Isis se solo non avesse usato la violenza in questo modo, mentre ì l’Arabia Saudita che viene considerata il miglior alleato dell’Isis in ottica presente e futura. Ebbene, forse con questa base nei giovani arabi per il futiro qualche piccolo lumicino di speranza può alzarsi: molto tempo servirà, ma se effettivamente la giovane coscienza araba cresce nell'idea che la violenza e l'ideologia barbara dimostrate da Daesh sono un'aberrazione allora qualcosa potrà muoversi anche nelle zone di maggiore crisi politica e sociale.

Una storia choc sull’Isis arriva questa volta direttamente dall’Italia: la minaccia e il rischio attentati sono attivi in tutto il mondo occidentale per via delle cellule dormienti mentre in Siria, Iraq e nelle altre realtà dove è presente fisicamente l’esercito dello Stato Islamico la minaccia porta ad attentati e attacchi ogni giorno. Ma ora parliamo dell’Italia, perché la notizia che arriva da Padova, se confermata, è davvero inquietante: un marocchino abitante nella cittadina veneta, Fouad Barnaarouf, semplice operaio, ha raccontato la sua storia incredibile al Corriere della Sera. Scopre il fratello pronto ad entrare nell’Isis, denuncia tutto ai carabinieri per fermare le derive terroristiche presente nella sua famiglia, e per tutta conseguenza si ritrova esiliato, allontanato e anche minacciato dalla sua comunità islamica di Padova, a Monselice. Il fratelli Adil si è avvicinato all’Isis e per questo motivo è partita la denuncia, «ma da quel giorno gli arabi mi guardano male, non mi saluta più nessuno e mi arrivano telefonate anonime. Esco di casa solo per andare al lavoro e per fare la spesa, mi sto chiedendo se ho sbagliato a dire quelle cose ai carabinieri». Reazioni incredibile con l’operaio marocchino che non riesce a comprendere come ci sia tutta questa reazione negativa per la denuncia, tra l’altro fatta per il bene del fratello, contro un possibile terrorista. Lo colpisce che i suoi fratelli musulmani lo abbiano abbandonato, mentre ora Fouad deve pagare le spese legali in Marocco per il fratello, che è stato arrestato, e poi quelle mediche per la madre. La minaccia dell’Isis arriva purtroppo fino a questo grado di terrore e paura, anche in una comunità islamica moderata come quella di Padova. 

Sono tante le operazioni che nelle ultime ore vedono in prima linea la Russia di Vladimir Putin contro l'. Solo ieri, un camion pieno di terroristi stava attraversando una zona desertica della Siria, vicino a Palmira, la città liberata di recente dall'esercito regolare locale. Il mezzo non è passato inosservato dalle forze armate russe che lo hanno abbattuto con un missile. Si tratta di uno degli importanti passi che Putin sta mettendo a segno contro l' e che vede il Califfato indietreggiare sempre di più. La Francia è ancora scottata dagli attentati che sono abbattuti sulla capitale ed intende far crollare le due fortezze più importanti dell'ISIS sia in Iraq che in Siria. Lo ha annunciato il ministro della Difesa francese -e lo riporta Repubblica- durante una visita a sorpresa a Baghdad. "Bisogna fare del 2016 l'anno di una svolta decisiva contro il sedicente Stato Islamico", ha affermato il ministro Jean-Yves le Drian. Nel frattempo, riporta La Stampa, l' continua a seminare terrore fra la comunità cristiana presente in Siria. Nella giornata di ieri sono stati 21 i cristiani uccisi perchè si erano rifiutati di convertirsi alla religione islamica. 

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