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Cronaca

VALENTINA TARALLO / News, previsto per questa sera il rientro in Italia della salma (Oggi, 15 aprile 2016)

Valentina Tarallo, ultime news: il suo assassino aveva una relazione con la vittima? Testimoni evidenziano precedente violento del presunto killer della ricercatrice torinese.

Valentina TaralloValentina Tarallo

Mentre continuano le indagini sull'uccisione violenta di Valentina Tarallo, la ricercatrice 29enne colpita a morte da un uomo armato di una spranga di ferro, la polizia elvetica avrebbe diffuso anche l'identikit del presunto assassino. La torinese, a Ginevra per lavoro, potrebbe essere stata uccisa da un uomo che conosceva bene, rientrando così tra una delle numerose vittime di femminicidio. Sarebbe proprio questa la pista maggiormente seguita dagli inquirenti che avrebbero posato lo sguardo su un ragazzo senegalese di 36 anni. L'Ansa, intanto, ha fatto sapere che la salma di Valentina Tarallo è attesa in Italia nella serata di oggi. Dopo l'arrivo a La Loggia, paese dove la 29enne è cresciuta, nella provincia di Torino, la salma sarà trasportata presso la parrocchia di San Giacomo dove seguirà in serata la veglia di preghiera.

Continuano le ricerche del 36enne senegalese, presunto assassino di Valentina Tarallo e sul quale sarebbero caduti i maggiori sospetti degli inquirenti. Djlby Ba - questo sarebbe il suo nome - non sarebbe nuovo alle accuse di maltrattamento, essendo stato denunciato per il medesimo motivo anche dalla ex moglie italiana, come sottolinea Repubblica.it. Quello relativo a Valentina Tarallo, dunque, si fa presto a ipotizzarlo come l'ennesimo caso di femminicidio. Sarebbero tante, infatti, le testimonianze finora raccolte e che evidenzierebbero alcuni lati di Valentina e della sua vita tenuti oscuri anche ai suoi stessi parenti, pur di non farli preoccupare. Alcuni amici svizzeri rivelano che la ragazza aveva paura di un uomo di origine africana che aveva frequentato per un breve periodo. La relazione era stata interrotta dalla ricercatrice uccisa, dopo aver compreso le numerose differenze culturali ma anche a causa dell'enorme gelosia che l'uomo le aveva dimostrato. La sera dell'omicidio, inoltre, la vicina di casa di Valentina avrebbe sentito il campanello della sua abitazione suonare con una certa insistenza. Dopo poco, la 29enne sarebbe stata uccisa per strada a colpi di spranga.

L'assassino di Valentina Tarallo, la ricercatrice 29enne uccisa a sprangate la sera dello scorso 11 aprile mentre si trovava a Ginevra, a pochi metri dalla sua abitazione, avrebbe ora anche un nome. Dopo la diffusione dello scarno identikit, il senegalese 36enne sospettato dell'efferato delitto della giovane torinese si chiamerebbe Djlby Ba. Come sottolinea Repubblica.it, non ci sarebbe ovviamente la certezza e per tale ragione le autorità italiane invitano alla prudenza almeno fino a quando non sarà rintracciato. I sospetti, tuttavia, ricadrebbero tutti su Djlby Ba, denunciato nel gennaio del 2014 dall'ex moglie per maltrattamenti. L'uomo ha vissuto a Cislago, in provincia di Varese, per alcuni anni prima di trasferirsi in Svizzera facendo perdere le sue tracce misteriosamente, almeno fino al terribile caso che vede protagonista Valentina Tarallo. L'ipotesi è che possa aver lasciato la Svizzera dirigendosi nuovamente verso l'Italia. Ed è tra i due Paesi che le Forze dell'Ordine lo starebbero cercando ininterrottamente.

Caso apertissimo quello del delitto di Valentina Tarallo, la ragazza italiana uccisa a sprangate in Svizzera: un doppio choc per la morte e per quella fine in quel modo così orribile ha tenuto i partecipanti della fiaccolata ieri sera a Moncalieri con lo sguardo triste e poca voglia di parlare, assai comprensibile. Amici, conoscenti e parenti per l’addio a Valentina, massacrata a Ginevra da una furia omicida che sembra sempre più essere legata d un motivo passionale e non di rapina. «La fiaccolata, un modo per dire che le siamo vicini», racconta il gruppo della parrocchia che ha organizzato il gesto ieri sera per la madre di Valentina Tarallo, Mattea Di Carlo, insegnante di catechismo presso la parrocchia di Tetti Piatti a Moncalieri. I pochi che hanno parlato con i genitori, come racconta Repubblica, dicono che i signori Tarallo sono distrutti e non se la sentono ancora di incontrare nessuno. Mentre continua l’indagine sull’ex ragazzo 36enne di origina africana che sembra abbia avuto con lei una relazione breve con vari episodi di maltrattamento, la famiglia e il paese si preparano per l’estremo saluto domani, alle ore 11 nella parrocchia di La Loggia a Moncalieri, quella stessa chiesa che Valentina frequentava. E stato proclamato lutto cittadino.

Mentre continua la caccia all'uomo, presunto assassino di Valentina Tarallo, emergono novità importanti sul giallo della ragazza uccisa a colpi di sprangate in testa la sera dello scorso lunedì, a Ginevra. La ricercatrice 29enne della provincia di Torino trasferitasi in Svizzera per lavoro, sarebbe stata vittima di una relazione violenta. E' questa l'ultima indiscrezione che giunge dagli ambienti investigativi svizzeri, sebbene il riserbo sulla pista seguita sia massimo. Mentre inizialmente si era parlato di una rapina dagli esiti drammatici, poco dopo ha iniziato a prendere sempre più piede l'ipotesi del delitto passionale. Si stringerebbe sempre di più, ora, il cerchio attorno al suo presunto assassino, un uomo 36enne di origine africana, alto circa 1 metro e 90, con precedenti per maltrattamenti e che Valentina Tarallo conosceva bene, in quanto avrebbe avuto con lei una breve relazione. In base a quanto riportato dal quotidiano locale, La Tribune de Geneve e ripreso da Blitz Quotidiano, il killer di Valentina Tarallo avrebbe lasciato lo zaino (con all'interno il portafogli) della donna poco distante dal corpo, ritrovato in una pozza di sangue, ma anche l'arma usata per l'efferato delitto. Proprio sulla pesante spranga in ferro usata per uccidere brutalmente la giovane ricercatrice, ci sarebbero le impronte dell'assassino il quale potrebbe addirittura essersi rifugiato in Italia. Lo stesso quotidiano svizzero, avrebbe raccolto le testimonianze di alcuni amici di Valentina Tarallo che andrebbero a confermare la presunta relazione violenta che intercorreva tra la vittima e il suo assassino: "Una sera dell’anno scorso rientravamo intorno all’una di notte quando lei è uscita dal suo appartamento in lacrime, pallida come un cencio, riusciva a malapena a parlare. Ci ha chiesto aiuto perché un uomo la stava importunando. Aveva suonato all’impazzata il campanello di casa. Noi le abbiamo chiesto di venire con noi, ma lei si è rifiutata. A quel punto ha chiamato un’amica della madre". Che sia stato un precedente scoppio d'ira, culminato poi la sera dello scorso 11 aprile quando Valentina Tarallo fu colpita a sprangate fino alla morte?

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