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LUCA VARANI / News, Pietro Maso scrive a Manuel Foffo:"Non posso biasimarti..." (Oggi, 16 aprile 2016)

Luca Varani, news: emerge un quadro inquietante del passato di Marc Prato, definito dai giudici un "violentatore seriale" e giustificando così la loro decisione rispetto ai domiciliari.

Luca Varani Luca Varani

Colpo di scena inatteso nella vicenda di Luca Varani, il giovane ucciso nella periferia romana da Manuel Foffo e Marc Prato. Pietro Maso, l'uomo che ha scontato gli ultimi 22 anni  in carcere per aver ucciso i genitori nel febbraio 1991 a Montecchia di Crosara, ha infatti indirizzato una lettera a Manuel Foffo, manifestandogli la sua solidarietà per il momento che sta attraversando. A svelare l'accaduto è "Il Giornale", secondo cui la missiva di Maso inizierebbe così:"Caro Manuel, se me lo permetti mi rivolgo a te con un confidenziale tu… Sono Pietro Maso, il mostro, colui che molti anni fa uccise i genitori senza alcun tentennamento". Pietro Maso, spiega il perché della sua decisione di scrivere al Foffo:"Perché ho pensato di scriverti? Per egoismo. Aiutarti mi fa sentire finalmente migliore e mi aiuta a sconfiggere i fantasmi che alimentano i miei sensi di colpa. Non posso biasimarti per quello che hai fatto". Maso in particolare sembra interessato alla dichiarazione delirante di Manuel, in cui il giovane dichiarò la sua volontà di uccidere il padre Valter:"Io sono stato peggiore di te, ma posso capire perché volevi ammazzare tuo padre. Un cupo e rarefatto istinto di rivalità per catturare tutto l' affetto delle donne di casa e dimostrare di non essere solo il cucciolo fragile e indifeso". Maso decide poi di mettere in guardia Manuel da ciò che lo attende e che lui ha già vissuto in prima persona:"Conosco bene la tua transizione e ciò che ti aspetta per molti anni ancora. L'isolamento, la disperazione, gli sputi in faccia degli altri detenuti e la durezza delle guardie. La voglia di suicidarti e l'illusione di svegliarti da un brutto sogno e tornare alla vita di sempre. Il peggio è che pure a fine corsa rimarrai la bestia feroce da escludere. Non ti illudere che sarai accettato o accolto". Maso nella parte conclusiva della sua lettera, propone a Foffo di dare vita ad una corrispondenza tra killer:"Avrai bisogno di tanti libri. Te ne regalo uno, quello che ho scritto quando sono tornato libero. Se può aiutarti, scrivimi e ti risponderò. Se non altro potrò darti qualche consiglio di vita vissuta. Pietro Maso".

Le indagini sull’atroce delitto di Luca Varani, avrebbero aperto uno scenario inquietante sul passato di uno dei suoi assassini, Marc Prato, il quale insieme a Manuel Foffo si è macchiato dell’omicidio del giovane 23enne. Prato, a differenza del suo complice, avrebbe finora deciso di restare in silenzio al cospetto del pm, almeno fino a quando non cadrà l’aggravante della premeditazione. Un’ipotesi, questa, che per il momento sembrerebbe essere del tutto sfumata, esattamente come la richiesta dei domiciliari avanzata dalla difesa del pierre di eventi gay romani. A convincere i giudici del Riesame a compiere un passo indietro rispetto a questa eventualità, sarebbero state le numerose testimonianze di giovani vittime di Prato, le quali avrebbero raccontato di essere state convinte ad assumere cocaina e quindi di essere state violentate da Marc Prato, mentre venivano riprese con il cellulare a loro insaputa. Avrebbe agito ripetutamente così, uno dei killer di Luca Varani, vantandosi poi con amici ed amiche di essere riuscito ad avere rapporti intimi con ragazzi etero o sposati, come riporta il settimanale “Giallo”. E nel caso una delle vittime avesse provato a smentire, la prova sarebbe giunta dal cellulare dell’uomo, lo stesso che da alcuni giorni sarebbe nelle mani della polizia postale che starebbe eseguendo attenti accertamenti sui dispositivi dei due assassini di Luca Varani. La condotta di Prato, dunque, avrebbe spinto i giudici a non concedere gli arresti domiciliari all’uomo, evitando così che nella sua abitazione possa procurarsi altra droga e fare ulteriori vittime. I giudici, inoltre, sarebbero convinti che Marc Prato sia un violentatore seriale, ma per abbassare al minimo le difese dei ragazzi dei quali abusava, non dava loro solo alcol e cocaina ma anche un cocktail micidiale, lo stesso che probabilmente fu somministrato anche al povero Luca Varani e che Prato e Foffo l’hanno qualificato come un miscuglio di superalcolici e Alcover, farmaco riservato a chi ha una dipendenza da alcol ma che mischiato potrebbe diventare una droga pericolosissima.

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