BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RAGAZZA DISABILE NIENTE GITA/ Attenti al patto (malefico) tra presidi e genitori

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

I docenti poi sono assolutamente abbandonati alla loro responsabilità: si pretende che facciano gite e iniziative mirabolanti (a proposito: le ore di lavoro extra che una gita comporta sono da fare gratis, unico caso al mondo in cui lo straordinario è obbligatorio e non remunerato), si pretende che non siano troppo severi per non tarpare le ali alla creatività, anche nel vandalismo, dei cari allievi, si chiede di portarsi in giro per le foreste e per ore di pullman autistici e disabili e poi, se succede qualcosa, li si denuncia. È notizia d'attualità l'aumento esponenziale di casi giudiziari a carico degli insegnanti, la categoria più bersagliata assieme ai medici. 

Si assiste frequentemente anche ad uno strano meccanismo psicologico: certo, la vita con un figlio diversamente abile in casa è dura, tanto più in presenza di casi di autismo, ma è come se tanti genitori dessero la colpa di questo allo Stato, all'insegnante, alla scuola, che non fanno mai abbastanza. Pazienza se poi ci sono classi in cui fare lezioni è durissimo e, certi giorni, quasi impossibile, perché certe presenze hanno bisogno di sorveglianza continua e attentissima, pazienza se migliaia di gite in migliaia di classi già ora si decide di non farle, per non "discriminare" uno solo. Alla discriminazione di tutti gli altri, che non potranno mai fare interessanti esperienze formative per l'impossibilità di seguire uno solo, nessuno ci pensa. E nessuno fa battaglie. 

A proposito del fatto di Legnano, poi, dell'uso di whatsapp e del cellulare a scuola, si ha notizia di recenti casi di insegnanti denunciati o ispezionati da genitori e dirigenti per aver sequestrato i cellulari, proprietà privata dei poveri allievi discriminati, e del fatto che ormai ogni classe d'Italia ha la chat di gruppo dei genitori, spessissimo strumento di chiacchiere e maldicenze, guarda un po', sulla scuola e sui docenti. Per non parlare della latitanza frequentissima dei dirigenti scolastici che, da bravi dirigenti dello Stato, quasi sempre hanno come massimo problema quello di schivare le grane di responsabilità, lasciandole, guarda un po', agli insegnanti.

Che dire? È ovvio che il dovere dei docenti, ripeto, è quello di non discriminare nessuno, ma è altrettanto ovvio che i casi di discriminazione sono rarissimi, soprattutto in una situazione come quella odierna di una scuola continuamente sotto i riflettori dell'alleanza malefica tra genitori pretenziosi e presuntuosi e dirigenti infingardi, rafforzata da un'informazione superficiale e urlante e da politici a dir poco populisti. Il motivo per cui i docenti continuino a prestarsi a fare gite e attività gratuite rimane un mistero, spiegabile solo con la persistenza di una passione educativa ai limiti della missione, di cui nessuno ormai, proprio nessuno, ha intenzione di accorgersi.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
17/04/2016 - Riflessioni (Anna Di Gennaro)

Interessante. Ricordo la mia esperienza di maestra di classe a tempo pieno a Recco per l'iniziativa di Scuola Natura, anni or sono. Il bambino con sindrome di down partecipava a tutte le iniziative, senza alcuna eccezione. A scuola non sempre era presente l'insegnante di sostegno, ma lì al mare sì e avevamo deciso di collaborare maggiormente in tre per garantire le visite programmate durante la settimana. La notte dormiva con me per maggior sicurezza visto che russava anche un po' e lasciarlo nelle stanze con i compagni sarebbe stato azzardato e un onere per gli altri alunni che pur gli volevano bene e avevano sempre gradito la sua compagnia. Alcuni di più com'è logico! Pur tuttavia segnalo la vera questione di fondo. L'Italia è stata la prima in Europa (anni '70) ad inserire (spesso in modo selvaggio) i bambini H senza tener conto che negli altri Paesi la loro integrazione riguarda solo alcune fasce orarie della giornata scolastica, totalmente coperte da insegnanti di sostegno e in aule appositamente allestite, adatte ai vari tipi di disabilità. Qui si tratta di autismo di cui non ho esperienza, ma è pur sempre sulle spalle dei docenti che si lascia la faticosa responsabilità di gestione durante i momenti cruciali da organizzare. Questo nodo cruciale sfugge ancora a vari genitori e DS, ma soprattutto ai vertici del MIUR che non conoscono né gradiscono riconoscere il carico di stress e di energie psicofisiche necessarie quotidianamente ai docenti per più anni, da anziani...