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TERREMOTO IN ECUADOR/ Tra le macerie spuntano indistruttibili domande

Pubblicazione:martedì 19 aprile 2016

Foto www.ansa.it Foto www.ansa.it

Si agitano nel cuore tante domande: è Dio che vuole il terremoto? Perché? Come fare per stare di fronte a questo mare di bisogno con speranza? Di che cosa ha veramente bisogno tutta questa gente? E' solo un problema di aiuti? Domande che cambiano qualcosa in noi ancor prima di ricevere una risposta. Comincio a capire che non è sufficiente l'impeto di aiutare, ma che devo condividere insieme al pane e all'acqua qualcosa di più grande, che duri nel tempo.

Intanto, mentre scrivo, aumenta il numero delle vittime, dei corpi ritrovati senza vita. E arrivano nuove scosse. Al lavoro quasi tutti hanno avuto un parente o un amico in una delle zone colpite e che ora ha perduto la casa, o uno o più familiari, o che non c'è più. A Quito, dove vivo, stiamo raccogliendo beni di tutti i tipi da mandare appena possibile. E' il piccolo riverbero di un amore più grande, quello con cui il Signore della vita ha abbracciato la nostra vita, anche quella di chi non c'è più, facendola uscire dalle macerie del nulla e della paura. 



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COMMENTI
19/04/2016 - Dio aiuta gli Ecuadoriani con le nostre mani (claudia mazzola)

E' dis-grazia il terremoto, non lo manda Dio! Il Signore è buono, Lui dona solo grazie. E' il diavolo che fa il male terreno e corporale a noi, e Gesù è qui in nostro aiuto, ci riporta alla vita.