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PEPPONE E DON CAMILLO/ Brescello sciolto per mafia? Ridateci almeno il fruttivendolo di Havel

Pubblicazione:giovedì 21 aprile 2016

Don Camillo e Peppone nella versione cinematografica (Foto dal web) Don Camillo e Peppone nella versione cinematografica (Foto dal web)

Questo Mondo Piccolo dagli anni Ottanta a oggi ha avuto tre sindaci, di cui due padre e figlio, avvocati titolari dello stesso studio legale: lo studio Coffrini. L'avvocato Ermes Coffrini ha retto Brescello per 19 anni; prima e dopo la caduta del muro; quindi è stato sindaco Pci, Pds, Ds, Lista civica con appoggio di Ds... Cadono i muri, non i Coffrini sindaco. Dopo un decennio di Giuseppe Vezzani (lista civica di sinistra sostenuta dai Ds, poi Pd), i Coffrini riprendono la guida di Brescello, nel 2014, con il figlio di Ermes, Marcello (lista civica di centro sinistra).

Più o meno nello stesso trentennio si insediano a Brescello uomini della 'ndrangheta, i cutresi, dal nome del Comune (Cutro) di provenienza. Ben presto prende il bastone del comando Nicolino Grande Aracri dopo una sanguinosa guerra per bande, e dopo il suo arresto il fratello Francesco. La cosca fa i suoi affari, a quanto pare, secondo i pm che hanno fatto fare indagini durate cinque anni, hanno imposto assunzioni negli enti pubblici e manovrato grandi appalti.

Il sindaco Marcello, a settembre 2014, definì Francesco Grande Aracri, condannato per 'ndrangheta, uno "educato", "molto composto". "Parlando con Francesco uno ha la sensazione di tutto meno che sia quello che dicono che è". Inizialmente la direzione provinciale del Partito democratico non ne chiese le dimissioni. Non ci sono più i partiti comunisti di una volta. Dimissioni che poi Coffrini ha dato a fine gennaio 2016, dopo che il caso di quella intervista era stato riportato alla ribalta da Beppe Grillo. Dal canto suo il babbo rappresentò in un esposto al Tar contro la pubblica amministrazione proprio il Grande Aracri.

E adesso? Il Pd reggiano fa buon viso a cattiva sorte; Lega e 5 Stelle esultano per la legalità vittoriosa e se ne attribuiscono il merito. Commissariare è giusto. Ma non vedo di cosa esultare. Io dico: aridatece don Camillo e Peppone. Come dite? Che non è possibile? Che si è perso lo stampo? Ecco, proprio questo è il guaio. Se non potete aridarci Camillo e Peppone, aridatece almeno il verduraio di Havel, quello che tolse dalle cassette di ortaggi esposte il cartello "proletari di tutto il mondo unitevi", seguendo l'umana spinta verso la vita nella verità contro la vita nella menzogna.



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