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TRIFONE E TERESA / News, lo scambio di messaggi tra Rosaria e Giosuè (Ultime notizie, oggi 25 aprile 2016)

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Trifone e Teresa  Trifone e Teresa

TRIFONE E TERESA NEWS, ROSARIA PATRONE E GIOSUÈ RUOTOLO: I MESSAGGI SCAMBIATI TRA I DUE FIDANZATI FINALIZZATI A DEPISTARE LE INDAGINI? (ULTIME NOTIZIE, OGGI 25 APRILE 2016) - Il duplice omicidio di Trifone e Teresa sembra contenere ancora alcuni punti poco chiari in merito alla posizione del presunto assassino Giosuè Ruotolo ma anche alla fidanzata Rosaria Patrone, tornata in libertà dopo gli arresti domiciliari ma che continua ad essere indagata per favoreggiamento. Il quotidiano Il Messaggero Veneto, come riporta Ilfattovesuviano.it, avrebbe parlato di "messaggi dal contenuto delirante" scambiati tra i due fidanzati di Somma Vesuviana. In merito il giudice aveva parlato di “una inquietante attività di simulazione, con palesi rappresentazioni artefatte e di contenuto delirante, attuata dalla Patrone, a riprova della elevata criticità comportamentale” della relazione tra i due. Nell'ultima puntata, la trasmissione Quarto Grado ha dedicato uno spazio al giallo di Trifone e Teresa e in particolare ai messaggi che Rosaria inviava a Giosuè fingendosi prima la madre e poi il suo avvocato. Questi sms evidenzierebbero una ragazza "bugiarda e manipolatrice", scrive Crimeblog.it. Alla base dei messaggi il tentativo di depistare le indagini?

TRIFONE E TERESA NEWS: GIOSUÈ RUOTOLO NON PUÒ AVERE COLLOQUI CON IL FRATELLO, IL NUOVO ‘NO’ DELLA PROCURA (ULTIME NOTIZIE, OGGI 25 APRILE 2016) - In merito al giallo sul delitto di Trifone e Teresa, il presunto responsabile del duplice omicidio compiuto ai danni della coppia poco più di un anno fa a Pordenone, Giosuè Ruotolo, avrebbe ricevuto al momento una serie di "no" importanti da parte della Procura. Oltre al nulla di fatto in merito alla richiesta di trasferimento dal carcere di Belluno a quello di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta - come vi scrivevamo appena sotto -, un deciso "no" sarebbe giunto anche in merito agli incontri previsti tra Ruotolo ed il fratello. Tra i due non sarebbe stato permesso alcun colloquio neppure telefonico in quanto, come riporta il quotidiano Il Messaggero Veneto, il fratello di Giosuè sarebbe ritenuto responsabile di aver effettuato alcune importanti cancellazioni sul computer fisso presente nell'abitazione di famiglia di Somma Vesuviana. In tal modo avrebbe coperto in qualche modo Giosuè?

TRIFONE E TERESA NEWS, GIOSUÈ RUOTOLO: PROCURA NEGA TRASFERIMENTO NEL CARCERE CAMPANO PER MOTIVI DI COSTI (ULTIME NOTIZIE, OGGI 25 APRILE 2016) - Nei giorni scorsi si è assistito ad una nuova battuta di arresto per Giosuè Ruotolo, l'ex commilitone ora in carcere con l'accusa di aver ucciso Trifone Ragone e Teresa Costanza il 17 marzo dello scorso anno, nel parcheggio del Palasport di Pordenone. Il 26enne di Somma Vesuviana aveva chiesto il trasferimento dall'attuale penitenziario di Belluno al carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, al fine di rendere più agevoli le visite ai propri familiari. Il rifiuto da parte della Procura sarebbe stato giustificato con il fatto che in caso di rinvio a giudizio al termine delle indagini preliminari, il processo si svolgerà a Pordenone davanti al gup - se la difesa opterà per il rito abbreviato - o in Corte d'Assise ad Udine. Il trasferimento chiesto dall'imputato, dunque, richiederebbe costi esorbitanti allo Stato in quanto per ogni udienza dovrebbe spostarsi tra la Campania e il Friuli Venezia Giulia.

TRIFONE E TERESA NEWS, GIALLO SU TELEFONATE E TELECAMERE: PARLA LA DIFESA DI GIOSUÈ (ULTIME NOTIZIE OGGI, 25 APRILE 2016) - Il giallo dell’omicidio di Trifone e Teresa prosegue con nuovi elementi che si rifanno sopratutto alla telefonata effettuata al 112 dal primo testimone che ha visto i corpi trucidati dei due ragazzi di Pordenone: l’unico dato certo nella tempistica del delitto, quelle ore 19.56 su cui adesso gravita tutta l’indagine. Giosuè Ruotolo, come spieghiamo qui sotto, ora deve difendersi dall’accusa di essere stato in quelle zone a quell’ora, che sarebbe la prova quasi definitiva della sua colpevolezza. Al momento però ancora l’accusa non riesce a dimostrarlo e la verità di nuovo rimane velata: come riporta il Messaggero Veneto, fondamentale per il prosieguo delle indagini è il fotogramma della telecamere comunale 14bis, all’incrocio tra via Gramsci e via Interna. Da quell’apparecchio infatti si vede transitare l’Audi A3 di Ruotolo in via Interna, mentre torna dal Palasport dove i due ragazzi sono stati uccisi: venti secondi dopo passa il runner di corsa, il testimone chiave dell’accusa e quando lui passa davanti alla telecamere il delitto è stato commesso da circa tre minuti. Vi è stato il tempo per commettere il duplice omicidio per Giosuè o è del tutto innocente? «Ma questo non colma ancora la lacuna principale dell’accusa, il gatto che nessuno ancora abbia visto Ruotolo quando Trifone e Teresa sono stati uccisi. E non  è stato neppure possibile fissare l’ora esatta del delitto» spiega il legale difensore di Giosuè, Roberto Rigoni Stern che sta impostando in questo modo la linea difensiva.

TRIFONE E TERESA NEWS: GIOSUÈ RUOTOLO INCASTRATO DALLA PRIMA TELEFONATA EFFETTUATA AL 112 POCO DOPO IL DELITTO? (ULTIME NOTIZIE, OGGI 25 APRILE 2016) - Il giallo di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati uccisi a Pordenone il 17 marzo 2015, esattamente nel parcheggio del Palasport dal quale erano appena usciti, si arricchisce di una prima importante certezza. Un orario chiaro e preciso che potrebbe rappresentare il primo punto di riferimento in merito all'ora in cui è avvenuto il delitto della coppia, per il quale è accusato ed in carcere a Belluno l'ex amico e commilitone di Trifone, Giosuè Ruotolo. A rivelare questo importante dettaglio, come rivela Il Messaggero Veneto, è stata la trasmissione Quarto Grado, nel corso dell'ultima puntata, durante la quale è stata resa nota la prima telefonata effettuata pochi attimi dopo il duplice omicidio di Trifone e Teresa al 112. A realizzarla è stato un istruttore, dopo aver prestato soccorso alla donna che per prima ha assistito alla raccapricciante scena del delitto. "Sono allo Scorpion di Pordenone, di fronte ai vigili del fuoco. Mandate una volante c’è una macchina qui al parcheggio con dentro due ragazzi... sono pieni di sangue...è una Suzuki, è proprio lì dove c’è la sala pesi. Io vi aspetto qui": sarebbe stato questo il contenuto dell'importante telefonata partita dal cellulare dell'istruttore alle ore 19:56,21 del 17 marzo di un anno fa. Questo sarebbe anche l'unico dato cronologico certo relativo alla morte dei due fidanzati, avvenuta al massimo un paio di minuti prima. A questa telefonata si legherebbe ora il destino di Giosuè Ruotolo. In merito ai suoi spostamenti risulterebbero ancora alcune incertezze. Per tale ragione, la Procura avrebbe disposto di recente una nuova perizia che andrebbe ad incrociare i dati resi disponibili dalle telecamere presenti nelle vicinanze del luogo del delitto con le prime testimonianze raccolte.



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