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NUOVE POVERTA'/ Contro lo "scarto": etica, relazione, sussidiarietà

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In tal senso economisti come il Nobel Amartya Sen e Stefano Zamagni sono in prima linea. Sen sostiene come sia necessario riscoprire il valore dell'etica intesa come scelta del "bene" in favore del benessere della singola persona e della collettività. Zamagni, parallelamente, sostiene la necessità di riscoprire il concetto di "reciprocità", che traduce in pratica il principio della fraternità in un'economia di mercato, e quello di "bene relazionale", cioè quei valori propri delle relazioni umane come l'amicizia e la fiducia. 

Questi concetti, ai quali si aggiunge quello della "sussidiarietà orizzontale", cioè l'interesse e l'azione responsabile di tutti, sono riproposti come caratteristica fondamentale ed imprescindibile di un nuovo welfare civile alternativo che sia volto al bene comune. In un sistema economico così organizzato la promozione umana e la coesione sociale verrebbero promossi e difesi. Nella relazione infatti l'individuo matura la consapevolezza che la vera ricchezza è stare coesi e che il vero dramma sarebbe quello di perdere un compagno di strada proprio "per strada". 

A tal proposito, don Tonino Bello in Alla finestra la speranza, commentando la frase del profeta Isaia "Opus Justitiae Pax", la pace è frutto della giustizia, diceva che la vera pace è "insonnia perché la gente stia bene. È condividere con il fratello gioie e dolori progetti e speranze". Pertanto essa non è solo il frutto della equa distribuzione delle ricchezze tra le varie parti del mondo, ma la condivisione di esse, lo scambio reciproco e la relazione. 

La partita più importante, quindi, si gioca nel cuore dell'uomo. Infatti ogni costruzione sociale non è nient'altro che il riflesso di come l'uomo organizza e concepisce la vita e di quali priorità persegue. Perseguire questo progetto sarebbe più di una rivoluzione sociale e culturale perché comporterebbe prima di tutto una rivoluzione del e nel cuore. Insomma, una rivoluzione umana.

Alessandro Lo Iacono 

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