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Cronaca

ASPETTATIVA DI VITA IN CALO/ Colpa del fitness, dell'Inps o delle nostre domande?

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Ecco, proprio adesso, poi, che stanno arrivando le buste arancione dell'Inps. Sette milioni di persone, che hanno un lavoro, vabbè magari precario e pagato due dita negli occhi, ma che disdicevolmente non posseggono il pin per accedere al sito dell'Inps causa mostruoso digital divide, e questo è grave, verranno informate a quanti anni (tanti) andranno in pensione e con quanti euri (pochi). Qualcuno teme che, se il trend negativo della speranza di vita continua, l'età pensionabile si collochi post mortem.

Il sorpasso — Altri dati poi ci vengono a dire che se i vecchi muoiono, i ragazzi calano: e così, come correndo una gara all'incontrario, già l'anno prossimo il numero di anziani over 65 supererà quello della fascia d'età 0-14 anni. Chi scrive è del '51, per l'anno prossimo sarà over '65 e si godrà lo storico sorpasso: sono soddisfazioni. Per non dire che il 2050 sarà l'anno degli ultracentenari: otto volte rispetto a quelli in vita oggi.

Scherzi a parte, cioè se la finissimo di ragionare di fitness e longevità, dovremmo interrogarci su due cose.  

Morti sospette — La prima riguarda la qualità dello sviluppo e il destino del welfare rispetto ai più deboli, specie gli anziani. C'è un fenomeno recente e molto significativo portato alla luce in febbraio su Avvenire dal demografo e docente universitario Carlo Blangiardo, ripreso dal professor Vittadini sul sussidiario, ma per lo più ignorato altrove: nei primi otto mesi del 2015 (ultimo dato disponibile allora) si sono registrati 45mila decessi in più in Italia rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta di una crescita di morti dell'11%, pari solo a quella che si era registrata ai tempi delle due guerre mondiali. Questo è il fatto da guardare bene in faccia e indagare. Il calo della speranza di vita ne è in buona misura conseguenza. Ha scritto Vittadini: "Il primo dovere morale, prima ancora di avere risposte, è quello di accorgersi di queste morti strane ed esigere che vengano studiate e se ne trovino le cause... ". E cita Papa Francesco, il quale "parlando agli anziani il 28 settembre 2014, ha additato la velenosa cultura dello scarto e la realtà dell'abbandono degli anziani; e all'Associazione dei medici cattolici italiani, il 15 novembre 2014, ha detto che in Italia tutti sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si fa eutanasia nascosta".

Fra 33 anni gli ultracentenari saranno otto volte gli attuali, ammesso che la sfera di cristallo abbia visto giusto, ma potrebbero essere semplicemente parte di una minoranza di "superstiti". La domanda da porsi è se nel riformulare il welfare, adeguando obiettivi e risorse, in campo sia una cultura dell'altro come bene e della solidarietà o la dilagante cultura dello scarto.