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Cronaca

CRISTIANI PERSEGUITATI/ 200milioni di uomini e donne ci scuotono dal silenzio della vergogna

Questa sera la Fontana di Trevi a Roma sarà illuminata del rosso del sangue dei martiri cristiani perseguitati nel mondo, 200 milioni di persone di cui nessuno parla. MONICA MONDO

La fontana di Trevi illuminata di rossoLa fontana di Trevi illuminata di rosso

Sono duecento milioni i cristiani perseguitati nel mondo. Che non possono aderire alla loro fede personalmente, pregare in pubblico, tenere libri religiosi, ricevere un'educazione cristiana ed educarvi i loro figli, che sono discriminati rispetto ad altri cittadini; che non possono, comunitariamente, agire come organismi sociali, avere i propri istituti di formazione, che non possono annunciare e comunicare con la parola e con la stampa la fede, insegnarla, incontrarsi con il papa o con i pastori in altri paesi. 

Ogni mese vengono uccisi e sempre in modo brutale 322 cristiani di diverse confessioni. Si contano ad oltre 7mila i morti solo l'anno scorso, e non possiamo accertare un numero preciso, in paesi dove non si può vedere e controllare. Se n'è accorta anche l'Onu, ma la sfilza di cifre non riesce a suscitare attenzione e commozione. Per questo il papa ha parlato di "vergognoso silenzio di tanti". Per questo almeno la Chiesa non può "dimenticare i suoi figli: sappiamo che una preghiera quotidiana si innalza per loro, insieme alla riconoscenza per la testimonianza che ci offrono". 

E lo fa non con manifestazioni di piazza, con striscioni che grondano indignazione episodica, che pure manca, in chi pure è abituato alle grancasse ad uso politico: la religione non pare così importante, non è una priorità, ci sono le balene, le foche, la vivisezione, la casa, le riforme, i migranti, le banche, gli ogm e le rinnovabili, la Tav, le piogge acide… tutte cose per cui vale la pena spendersi, ma la Chiesa lo fa per prima. 

Diceva bene Giovanni Paolo II, che la libertà religiosa è il fondamento di ogni libertà. Ma anche i papi, apparentemente ascoltatissimi e citatissimi, su quest'argomento vengono ripresi poco dai media. Dunque tocca ai cristiani scegliere se essere caldi o freddi. O sempre e soltanto tiepidi. Qui, dove abbiamo la libertà, ma anche l'indifferenza, il sospetto, lo sfregio, lo sberleffo e leggi che sempre più contrastano con la fede, i cristiani possono e devono mostrarsi uniti e attenti ai fratelli che soffrono. 

Stasera saranno in molti, a Roma, intorno alla Fontana di Trevi, illuminata di rosso sangue  e fuoco, non più per uno scherzo o un evento fashion, ma per rendere visibile il colore del martiri. Provocare, al di là di quel che normalmente pensiamo, significa etimologicamente chiamare davanti a. Davanti alla realtà, alla verità troppe volte trascurata. Ci saranno, con le autorità civili e religiose, testimoni che sulla pelle loro e dei loro cari hanno subito la persecuzione: Shahid Mobeen, fondatore dell'Associazione Pakistani Cristiani, era amico di Shahbaz Bhatti, il politico pakistano martire nel 2011. Suor Hésed è consorella delle suore di Madre Teresa uccise nello Yemen ai primi di marzo. Luka Loteng è uno studente, keniano.