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Cronaca

LUCA VARANI / News, sesto interrogatorio in vista per Manuel Foffo (Ultime notizie, oggi 4 aprile 2016)

Luca Varani, news: Marc Prato e Manuel Foffo avrebbero chiamato un terzo presunto complice per sbarazzarsi del cadavere del giovane ucciso? Spunta nuova ipotesi.

Luca VaraniLuca Varani

Manuel Foffo, uno dei killer di Luca Varani e che insieme a Marc Prato si è macchiato dell’omicidio del giovane avvenuto lo scorso 4 marzo, ha finora già sostenuto cinque interrogatori, l’ultimo durato ben dieci ore. Tra i due, Foffo è certamente il solo ad aver messo in luce davanti al pm molti particolari legati non solo al giorno del delitto di Varani ma anche a quelli precedenti, caratterizzati dall’abuso di alcol e droga. Il prossimo appuntamento che lo vedrà protagonista sarà il 6 aprile in occasione del sesto interrogatorio. Anche in questa nuova data Manuel accuserà Prato del delitto come è avvenuto finora? In base a quanto riportato dal settimanale “Giallo”, il trentenne avrebbe finora riferito come la follia omicida possa essere riassunta con il tragico esito di anni di sofferenza: “Ho in corpo tanta rabia perché ho avuto genitori assenti”, si sarebbe giustificato Foffo.

Ad un mese esatto dal terribile delitto di Luca Varani, cresce giorno dopo giorno la petizione online sul sito "change.org" realizzata al fine di chiedere la pena dell'ergastolo per i due assassini del 23enne. A mettere la parola fine alla vita di Varani sarebbero Manuel Foffo e Marc Prato, rispettivamente il trentenne proprietario dell'appartamento al Collatino ed il 29enne pr romano gay. "Mi rivolgo a lei, Primo Ministro Matteo Renzi, e a lei presidente Sergio Mattarella, perché non vorrei che la scusante droga e alcol possa far sì, che due feroci assassini come Manuel Foffo e Marco Prato escano indenni dalla loro atroce e barbara responsabilità", si legge nella descrizione della petizione online che ad oggi conta oltre 17 mila firme. "Chiedo alle istituzioni che sia fatta giustizia, quella vera: ERGASTOLO!! Dentro quei corpi non vi è più umanità, ma non posso definirle neanche bestie, perché le bestie non arrivano a tanto!!!", si legge ancora sul sito "change.org".

E' passato un mese esatto dal delitto di Luca Varani, avvenuto nell'appartamento di Manuel Foffo al Collatino. Ad ucciderlo, oltre al trentenne proprietario della casa dell'orrore anche il 29enne Marc Prato. Mentre le indagini proseguono senza sosta, alla ricerca di particolari in più su quanto accadde la mattina del 4 marzo scorso, la fidanzata di Luca Varani, Marta Gaia Sebastiani, ancora una volta ha usato il social Facebook per riportare i suoi pensieri in occasione del primo mesiversario della sua morte. "Un mese. E pensare che prima contavamo insieme tutti i "mesiversari", ed ora mi trovo per la prima volta a dover fare i conti con la tua assenza", ha esordito la ragazza, ricordando il loro primo mese insieme. "È già passato un solo mese, ho sempre odiato il numero 4, ma puntualmente ed inspiegabilmente si ripropone nella vita. Comunque vada, io però non ti dimenticherò mai", ha concluso, postando insieme al suo pensiero anche una foto del giovane ucciso.

Nel caso ancorato sul delitto di Luca Varani, le accuse, gli esami e i dubbi su Manuel Foffo e Marc Prato sono ancora tutti aperti: di fondo, la violenza di quell’orrendo omicidio in via Igino Giordani 2 rimane con terrore e angoscia. Questo più o meno il senso dell’ultimo romanzo di Nicola Lagioia dal titolo “La ferocia”, il noto ormai racconto con cui ha vinto il premio Strega: si racconta lo sbando di Roma, di una capitale che tra festini e giovani nel mondo della droga, sta raccontando il peggio di sè. La Repubblica su “Venerdì” ha chiesto a Lagioia di tornare sui luoghi del delitto di Luca Varani per capire meglio cosa sottende quegli orrendi fatti che si cerca di nascondere ma che puntualmente rispuntano in superficie. «In una città allo sbando nessuno accetta il ruolo che i fatti gli cuciono addosso: c’era un gay che vorrebbe diventare donna, il suo amante che ribadisce la propria eterosessualità, il padre del primo che si considera un modello e quello del secondo che parla in tv definendo “modello” il proprio figlio nonostante i due ragazzi siano rei confessi dell’omicidio più raccapricciante degli ultimi anni. Delitto di cui per strada, in casa, negli uffici tutti parliamo rifiutando l’idea che una parte di quell’orrore ricada su di noi», afferma in un estratto il romanziere, shoccato da quanto accaduto nella sua Roma e in generale nella nostra povera Italia.

In attesa che Manuel Foffo affronti il suo sesto interrogatorio e che Marc Prato risponda per la prima volta alle domande del pm, emerge una nuova possibile pista in merito all’atroce delitto di Luca Varani, il 23enne morto esattamente un mese fa nell’appartamento al Collatino, periferia est di Roma. “Dopo l’omicidio, Marco Prato si è messo al telefono, ha chiamato diverse persone. Dobbiamo capire perché”: sono queste le parole che fanno emergere nuovi dubbi presso gli inquirenti, raccolte dal settimanale “Giallo”. Il sospetto sempre più concreto è che i due killer di  Luca Varani possano aver chiesto aiuto ad una terza persona, probabilmente con l’intento di sbarazzarsi del corpo del 23enne ucciso. Questo presunto complice, dunque, sarebbe intervenuto sulla scena del crimine? Le domande al vaglio di chi indaga al giallo restano ancora tante ma l’ultima ipotesi sorge soprattutto alla luce di un buco di molte ore non ancora riempito e che intercorre tra l’uccisione di  Luca Varani e la confessione fatta da Manuel Foffo alle Forze dell’Ordine ed avvenuta solo molte ore dopo il massacro. Nel frattempo, cosa avrebbero fatto i due assassini? E’ questo che gli investigatori stanno cercando di capire, partendo dalle primissime versioni fornite dai due trentenni. Foffo e Prato avrebbero raccontato di aver dormito insieme dopo il delitto di  Luca Varani ed una volta svegli avrebbero avuto una lite in quanto Foffo avrebbe espresso il desiderio di liberarsi del cadavere del giovane. Prato, invece, sarebbe stato colto dai rimorsi tanto da aver tentato il suicidio in una camera d’albergo, dove sarebbe stato ritrovato dai Carabinieri in stato di incoscienza. Nonostante questo, militari e pm sono convinti che i due abbiano tentato di sbarazzarsi del corpo di Luca Varani dopo aver ripulito l’appartamento utilizzando gli stracci che Foffo avrebbe chiesto alla madre e chiamando qualcuno, loro presunto complice, il quale avrebbe potuto accettare in cambio di denaro. Questa ipotesi troverà conferma?

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