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Referendum trivelle 17 aprile / Borghini: tutti i buoni motivi per stare a casa

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Quando il giacimento estrae il gas metano, la base è cementata e quindi non può entrare nulla nell’acqua. Le piattaforme sono di fatto diventate delle oasi marine dove sono raccolti mitili che, dopo un severo controllo, sono messi sul mercato a un prezzo superiore a quello delle cozze medie. Le cozze di Ravenna non sono mai state fermate dall’Asl, cosa che invece capita un giorno sì e uno no a quelle di Napoli e di Taranto. Il motivo è che la piattaforma non ha e non può avere nessun contatto con l’acqua.

 

Chi controlla che le regole siano rispettate?

Le piattaforme sono controllate da ministero dell’Industria, ministero dell’Ambiente, Ispra, capitaneria di porto, vigili del fuoco, Arpa e Asl. C’è insomma una catena di controllo che non esiste in nessun altro settore. Le statistiche 2013 delle compagnie di assicurazione italiane collocano l’oil & gas come il più sicuro tra tutti i settori produttivi dopo la scuola. Quindi non ci sono problemi di sicurezza né ambientali. Il contrasto con le fonti rinnovabili è assurdo, perché il metano è complementare a solare ed eolico.

 

Il metano gode di incentivi pubblici come le fonti rinnovabili?

No. Il metano non riceve un euro di contributi dallo Stato, mentre sulle fonti rinnovabili investiamo ogni anno 12 miliardi e 900 milioni di incentivi con i soldi dei contribuenti. Mai un settore industriale è stato così incentivato come le fonti rinnovabili.

 

Se si fermano le piattaforme, come si rimpiazza il metano?

Se noi da domani mattina volessimo sostituire 2,5/3 miliardi di euro in metano, dovremmo costruire 5mila pale eoliche che coprirebbero una distanza di 500 chilometri, oppure occupare 10mila ettari di terreni con i pannelli fotovoltaici. Quello dunque che dobbiamo fare è usare tutte le fonti, ma il gas metano non ha mai fatto male a nessuno.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
27/06/2016 - d'anna conferma l'indirizzo e anche la tesi (giovanni d'anna)

Il prof. Labella nella replica del 20 aprile u.s. afferma che lo scrivente abbia sbagliato tesi ed indirizzo. Non ritengo sia così, per tre semplici considerazioni: a) il prof. non ha commentato l'articolo del prof. AINIS, però lo utilizza a sostegno della propria tesi; b) è il libero discernimento dell'elettore a stabilire la natura del referendum; c) circa l'art.48 della Costituzione italiana, segnaliamo che la riforma elettorale del 1993 ha cassato ogni riferimento alla obbligatorietà del voto: il non voto si connota come vera e propria scelta politica, non più come mero astensionismo. E' la legge, bellezza. PS: non seguiranno ulteriori repliche.

 
20/04/2016 - D'Anna sbaglia indirizzo e pure tesi (Franco Labella)

Se non ho inteso male D'Anna mi attribuisce di aver inteso male Ainis. Ho virgolettato e non commentato l'articolo del costituzionalista e quindi non posso aver preso fischi per fiaschi. In verità di quello che scrive Ainis risponde, perciò, Ainis (costituzionalista di chiara fama) e non il sottoscritto (modesto professore delle superiori). Che, però, spiega ai suoi studenti che, contrariamente a quanto pensa D'Anna, non esistono referendum buoni e referendum farlocchi. Perché la sovranità popolare e la democrazia diretta non si misurano a seconda delle convenienze politiche. E l'art. 48 non dice quello che D'Anna e chi la mpensa come lui gli vogliono far dire. E' la democrazia, bellezza. E' la Costituzione, bellezza.

 
07/04/2016 - Risposta al prof. Labella (giovanni d'anna)

Solo in data odierna ho letto la replica del prof. al mio commento del giorno cinque u.s., mi procuro di controreplicare per pura cortesia. Non ritiene il prof. che l'astensionismo sia fomentato da referendum farlocchi proposti all'opinione pubblica? Ringrazio per l'articolo del costituzionalista Ainis, in merito al quale opino che il prof. non l'abbia inteso per intero; fuorviante è l'interpretazione che dà dell'art. 98 T.U., DPR 361/57; esso infatti sanziona chi induce all'astensionismo con mezzi impropri. Ne discende, quindi, che è legittimo invitare all'astensionismo, se esso è funzionale al risultato che si vuole conseguire. Nel caso di specie è funzionale, perché questo referendum è "contro l'interesse nazionale", vedi Prodi. Infine, esimio professore, in democrazia ogni elettore gode delle medesime prerogative, che sia ragioniere, tranviere,...; che insegni diritto o storto. E' la democrazia, bellezza.

 
05/04/2016 - Il link all'articolo di Michele Ainis (Franco Labella)

http://www.corriere.it/opinioni/16_marzo_31/valore-segreto-un-referendum-edd99d6e-f69e-11e5-b728-3bdfea23c73f.shtml

 
05/04/2016 - Punti di vista (Franco Labella)

Visto che di professione sono docente di Diritto penso di sapere che l'astensione è una possibilità. Forse, però, il commentatore precedente, le cui idee rispetto, sembra non avere presente che, in un momento in cui l'astensionismo cresce, invitare a disertare e non utilizzare uno strumento di democrazia diretta è non solo, a mio parere, pericoloso ma anche contrario a norme di legge quando l'invito proviene da Renzi. "Due norme in vigore (l’articolo 98 del testo unico delle leggi elettorali per la Camera; l’articolo 51 della legge che disciplina i referendum) castigano l’astensione organizzata da chiunque sia «investito di un pubblico potere» con pene detentive (da 6 mesi a 3 anni)". Il virgolettato è tratto da un articolo di Michele Ainis, costituzionalista, che invito il lettore D'Anna a leggere. Ai miei studenti spiego certamente che il mancato raggiungimento del quorum rende inutile il referendum ma non mi sogno proprio di invitarli a non recarsi alle urne. Non si può criticare l'antipolitica a chiacchiere ed alimentarla per un puro calcolo di convenienza politica. Io almeno la vedo così Prof. Franco Labella - docente di Diritto e Economia

 
05/04/2016 - referendum trivelle (giovanni d'anna)

In occasione del referendum abrogativo anche astenersi è partecipazione democratica.

 
05/04/2016 - Qualche domanda al ragionier Borghini (Franco Labella)

Posto che ho letto le sue note biografiche e non c'ho trovato nè una laurea in geologia, nè in giurisprudenza e, meno che mai, in biologia marina , può dare qualche chiarimento su subsidenza (a proposito di metano che non fa male), durata perpetua (?) delle concessioni minerarie e dati epidemiologici sulle cozze da piattaforma (che l'ENI non ritiene di fornire)? Siccome manco io ho tutte queste conoscenze tranne qualche infarinatura giuridica che mi permette di ritenere altamente improbabile un risarcimento alle compagnie metanifere se passasse il divieto di sfruttamento oltre il termine di scadenza delle concessioni, può chiarire le sue affermazioni in relazioni ai termini e agli argomenti che le propongo? Dopo di che lei sarà anche ottimista come prima di Fukushima ma se è così convinto delle sue tesi non faccia il craxiano astensionista e vada a votare no. Per lo meno non avrà fatto danni alla partecipazione democratica.