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Prisdarello/ La chiesa costruita con soldi della ’ndrangheta? Il servizio di Filippo Roma, Video (Le Iene Show, oggi 7 aprile 2016)

Prisdarello, la iena Filippo Roma indaga sulla chiesa costruita forse con soldi della 'ndrangheta, secondo le informazioni del pentito "Titta". Intervistati a Le Iene Show vescovo e pm

Immagini di repertorio (Infophoto) Immagini di repertorio (Infophoto)

Filippo Roma ha portato il servizio ''La Chiesa costruita coi soldi della 'Ndrangheta'' a Le Iene Show. E' così che sulla pagina ufficiale di Facebook della trasmissione viene pubblicato il video che vede protagonista proprio la Iena che così apre la possibilità al pubblico di commentare con le loro opinioni relative a quello che accade. Nel commento viene scritto: "In Italia la CEI finanzia la costruzione delle Chiese nuove ma in Calabria, precisamente nella Locride, secondo il collaboratore di giustizia Antonio Femia, è stata costruita nel paese di Prisdarello con le sovvenzioni della 'ndrangheta", clicca qui per il video del servizio.

Un nuovo caso di mafia, anzi di ‘ndrangheta essendo in Calabria: siamo a Prisdarello, piccolo comune  dove secondo le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia ci sarebbero state delle commistioni tra la Chiesa del luogo e le cosche criminali per la costruzione di una piccola abbazia del paese. Questa sera se ne parla a Le Iene Show con l’inviato Filippo Roma che si reca proprio a Prisdarello per poter sondare da vicino quanto ci sia di vero e quanto di presunte invenzioni del pentito chiamato “Titta”, ovvero Antonio Femia (fonte Il Fatto Quotidiano, 14 marzo 2016). Rispondendo alle domande del pm Paolo Sirleo, il collaboratore di giustizia avrebbe rivelato di come ci fossero stati circa 20 anni fa una collusione tra la chiesa locale e l’ndrangheta. Costruita alla fine degli anni Novanta, per la chiesa di Sant’Antonio nel 1996 è stato costruito un apposito comitato di cittadini di Prisdarello che hanno contribuito, anche economicamente, per realizzare lo stabile ecclesiale assieme ad istituzioni ed emigrati. Ma nel Locride come in altre zone della Calabria queste collaborazioni spesso si trovano immischiate con questioni di criminalità, con soldi che provengono non sempre da zone pulite degli ambienti pubblici e privati. Per avere delucidazioni in merito, la Iena raggiunge Federico Cafiero De Raho, Procuratore capo di Reggio Calabria, l’attuale parroco del paese e Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, ora Vescovo di Campobasso, ma Vescovo di Locri all’epoca dell’inaugurazione della chiesa. Di consueto, Le Iene proveranno a dare una versione dei fatti tramite le interviste sul luogo anche se già alcuni cittadini di Prisdarello lamentano l’incursione delle Iene che «in maniera grottesca con il pregiudizio di chi sapeva già come stavano le cose e voleva solo una conferma. Il sospetto è che ogni domanda avesse come finalità quella di etichettare cittadini onesti come onerosi o collusi», afferma il quotidiano locale del Locride, Ciavula.it. Per saperne di più ovviamente questa sera basta collegarsi su Italia 1 per scoprire ogni dettaglio di questa vicenda davvero poco chiara.

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