BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

REGINA COELI / Video, Papa Francesco sulle vittime innocenti di pedofilia: “abusi non si tollerano” (oggi, 1 maggio 2016)

Regina Coeli, intervento video di Papa Francesco da Piazza San Pietro, Roma: oggi 1 maggio 2016, Vangelo e riflessioni sulla guerra in Siria. Duro attacco agli abusi di pedofilia

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Di nuovo un bagno di folla per Papa Francesco, che prima d'iniziare il suo intervento al Regina Coeli del 1 maggio 2016, passa in mezzo ai fedeli in piazza per salutarli. Il Papa inizia il suo discorso prima della preghiera "Regina Coeli" domenicale, basato su una riflessione sui minori. Stando alle parole proferite, l'abuso sui minori è una tragedia da non tollerare. Una di quelle che bisogna combattere con tutte le proprie forze, proteggendo i minori e punendo severamente i colpevoli. Tuonanoi le parole del Papa che risuonano sulla piazza, avvertendo che nessuno potrà sfuggire alla punizione di Dio. Il Papa ha anche aggiunto, che la violenza sui minori è uno dei peccati più gravi che l'uomo possa commettere. Al termine di questa piccola prima riflessione, il Santo Padre ha invitato tutte le associazioni coinvolte nella lotta contro la violenza e gli abusi sui minori a non perdere coraggio e continuare la propria lotta nella speranza che questo mondo possa diventare migliore. Alla fine della sua riflessione sul Vangelo e sullo Spirito Santo, il Santo Padre ha rivolto un pensiero ai fratelli delle Chiese d'Oriente, tra i quali gli uniti greco-cattolici e gli ortodossi. Ricordando l'evento, il Papa Francesco I ha augurato che il Signore risorto potesse donare a tutti gli uomini la Sua vera Pace. E come di consueto, il Santo Padre non si è dimenticato di parlare della situazione in Siria, ancora oggi vittima di guerra, violenza e dolore. Il Papa ha invitato tutte le parti del conflitto a cessare immediatamente le ostilità per il bene di tutti. Nella conclusione del suo discorso, Francesco ha anche ricordato la conferenza sullo sviluppo sostenibile e le più vulnerabili forme di lavoro, che si dovrebbe aprire il 2 maggio a Roma.

Al termine della riflessione, come di consueto il Papa si è rivolto anche al Vangelo di oggi introducendo il Regina Coeli. Francesco I ha spiegato che il Vangelo ci riporta all'episodio dell'Ultima cena. E' un passo importante, - spiega il Papa, - poiché ci permette di capire che prima di morire, prima di affrontare la Croce, Gesù ha promesso agli apostoli il dono dello Santissimo Spirito. Quest'ultimo, - come è scritto anche nel Vangelo, - avrà il compito d'insegnare le Sue parole ai Suoi discepoli. Il Santo Padre poi continua spiegando che nel momento in cui il Signore sta per fare ritorno al Padre Onnipotente, Egli ci insegna una cosa molto importante. Si tratta di comprendere il Vangelo sempre più pienamente, dedicando a esso le proprie riflessioni e rendendolo vivo tramite le proprie azioni. Il Vangelo viene così reso operante per via delle Sue stesse parole, inviando il Messaggio in tutto il mondo per mezzo dei Suoi apostoli. Alla fine, - continua il Papa, - Gesù da agli apostoli una promessa: non rimarranno mai soli. Con essi ci sarà sempre lo Spirito Santo, che li difenderà e li sosterrà nei momenti di difficoltà. Così il Signore ha lasciato i Suoi apostoli tornando al Padre, ma per mezzo dello Spirito Santo ha continuato ad ammaestrare i Suoi discepoli insegnando loro a ricordare le Sue parole. E' così che lo Spirito Santo agisce. Egli risveglia la memoria e la giusta comprensione delle parole del Signore. Così, - ha continuato la spiegazione il Papa Francesco I, - la Rivelazione si è completata. Essa fa ricordare ancora oggi gli insegnamenti del Cristo per mezzo della Chiesa, guidata dalla Sua luce e dalla forza dello Spirito Santo. Questo affinché lo Spirito Santo, interagendo con la Chiesa, potesse portare ovunque il dono della Salvezza e il dono della Misericordia. La spiegazione è poi proseguita ribadendo, che non siamo mai soli. C'è sempre Lui vicino a noi e basta chiamarlo perché egli risponda alla nostra chiamata. Basta lasciarlo entrare nei nostri cuori. Lo spirito del Signore, - come ha spiegato il Santo Padre, - è fuso in noi, con la nostra anima, con i sacramenti a cui ci siamo sottoposti. Egli agisce nella nostra vita, ci guida aiutandoci a distinguere il bene dal male e ci spinge a cercare la carità, donandosi ai più bisognosi nel modo più assoluto. Lo Spirito Santo ci dona la felicità di vivere e la Pace che il Signore regala ai propri discepoli. Così, - continua Francesco I, - i doni dello Spirito Santo sconfiggono quell'egoismo che ci ostacola nell'amore degli uni verso gli altri. E' il dono di Dio a rendere la nostra vita migliore, più tranquilla e armoniosa.