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UDIENZA GIUBILARE / Papa Francesco: "provare pietà equivale a condividere la tristezza di chi si incontra" (Oggi, 14 maggio 2016)

Pubblicazione:sabato 14 maggio 2016

Papa Francesco, infophoto Papa Francesco, infophoto

PAPA, UDIENZA GIUBILARE: PARTIRE DALLA MISERICORDIA (OGGI, 14 MAGGIO 2016) - Oggi, sabato 14 maggio 2016, Papa Francesco ha tenuto l'Udienza Giubilare, ovvero la riunione che cade ogni sabato dell'anno in cui si celebra il Giubileo plenario per il perdono dei peccati. Quest'anno però il Pontefice argentino ha indetto un Giubileo straordinario, intitolato alla Misericordia ed esterno rispetto ai canoni ufficiali dell'evento che prevede la sua celebrazione ogni 25 anni. La Misericordia, la tenerezza e l'impegno verso il prossimo sono i temi centrali della politica di Papa Bergoglio, con umanità e semplicità come capisaldi del proprio pontificato. Nell'Udienza di oggi, il Papa ha aperto ringraziando tutti i coraggiosi che si sono spinti fino a piazza San Pietro per ascoltarlo e che hanno sfidato in molti casi le intemperie. È importante notare come il Pontefice apra sempre i propri discorsi appellandosi sia ai fratelli che alle sorelle, indistintamente uomini e donne, ricchi e poveri, giovani e vecchi: esattamente come la sua linea pontificale fa presagire, Francesco vuole ogni giorno confermarsi come "il Papa di tutti".

PAPA, UDIENZA GIUBILARE: LA PIETA' COME SENTIMENTO DI INCONTRO FRA ESSERI UMANI (OGGI, 14 MAGGIO 2016) - Il primo punto su cui si è fermato poi Bergoglio è la pietas, un concetto che proviene dal mondo greco-romano e che è approdato poi nell'immaginario cattolico con un significato totalmente diverso. Il Pontefice infatti ha ricordato che nelle culture arcaiche la pietas stava a significare un sentimento di deferenza e devozione verso un qualcuno socialmente superiore -se non addirittura astratto- come un genitore, un saggio, oppure la legge dello Stato e la propria patria. Questa visione rischiava a volte di tradurre la pietà in un atto di pallida sottomissione che rappresenta "un’emozione superficiale e offende la dignità dell’altro". Non è invece la direzione che il Cristianesimo vuole imprimere a questo sentimento, nobile ed intrinseco alla natura umana: lo stesso Gesù, ha rammentato più volte il Papa, ha mostrato la propria umanità proprio attraverso i canali della pietà. Inoltre, questo tipo di sentimento va diretto secondo Francesco in primissima istanza verso altri esseri umani, non lasciandoli soli nello smarrimento e nella sofferenza per dedicarsi invece alla cura di altre creature. Questo non significa che l'amore per gli animali o per la Natura sia sgradito a Dio, anzi, è uno dei pilastri dei valori cattolici. Francesco ha voluto in realtà sottolineare che l'altro, l'Uomo, è il vero punto di destinazione del sentimento bello ed eterno della pietà.

PAPA, UDIENZA GIUBILARE: SEGUIRE L'ESEMPIO DI GESU' CRISTO (OGGI, 14 MAGGIO 2016) - Più avanti nell'Udienza, il Pontefice ha preferito fare riferimento alle Sacre Scritture per spiegare meglio il concetto di pietà, in particolare al Vangelo secondo Matteo e a quello secondo Marco. Nel passo, è Gesù stesso ad intimare ai suoi seguaci di rammentare sempre il concetto della pietà, che tante volte Egli aveva provato nei confronti di poveri, malati, derelitti, ladri, prostitute ed altri reietti della società, che gridavano al Suo cospetto "Abbi pietà!". L'energia di Francesco, durante tutto il Suo pontificato, ma soprattutto in questo Anno Giubilare dedicato alla Misericordia, sta proprio nel far passare il messaggio che Gesù era uomo esattamente come tutti noi, e che quindi ogni creatura del Popolo di Dio può essere in grado di agire come faceva Egl nei confronti del prossimo. Per Cristo infatti "provare pietà equivale a condividere la tristezza di chi si incontra, ma nello stesso tempo a operare in prima persona per trasformarla in gioia", che è precisamente lo scopo del messaggio cristiano di amore e solidarietà che deve risiedere in ogni fedele.

PAPA, UDIENZA GIUBILARE: L'INDIFFERENZA E' NEMICA DELLA PIETA' (OGGI, 14 MAGGIO 2016) - Ancora una volta, il monito del Pontefice va quindi contro l'indifferenza, un sentimento che inaridisce i cuori e che impedisce alle caratteristiche tipiche dell'essere umano di venire fuori. Se anche solo una volta, secondo il Papa, ci siamo girati dall'altro lato ed abbiamo finto di non sentire il richiamo di aiuto di un fratello o una sorella sofferente, quella volta è bastata per lasciare spazio all'indifferenza, la peggior nemica del sentimento di pietà. In chiusura del discorso, Bergoglio ha voluto dirigere l'attenzione sulla Vergine Maria, poiché ci si trova nel mese Mariano: Ella, con la sua misericordia e il suo amore puro e incondizionato, è l'esempio più alto da seguire per incontrare Dio e la Sua pietà, ciascuno nell'intimo del proprio cuore. L'Udienza si è conclusa quindi con un saluto ai pellegrini di varie lingue e nazionalità, pronunciato in francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, arabo, polacco ed ovviamente italiano.



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