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OMICIDIO STRADALE/ Il penalista: il rischio di sentenze ingiuste è molto alto

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Pensiamo a un ragazzo di vent'anni che abbia bevuto un po' troppo con i suoi amici la sera, oppure si sia fatto un paio di canne prima di mettersi alla guida. Immaginiamo che un'altra macchina gli tagli improvvisamente la strada, ad altissima velocità e senza rispettare la precedenza, causando così una collisione nella quale trovi la morte un amico del nostro ragazzo da lui trasportato, o magari lo stesso conducente dell'auto pirata. Qui è evidente che il nostro ragazzo ha violato le regole del codice della strada, e che per questo dovrà essere sanzionato per questa violazione (con una sanzione amministrativa o penale, a seconda dei casi, ed eventualmente anche con la confisca della macchina), in ragione del pericolo che ha creato agli altri utenti della strada mettendosi alla guida in quelle condizioni. Ma non avrebbe davvero senso, qui, attribuire al ragazzo anche la responsabilità della morte dell'amico o del conducente dell'auto pirata, trattandosi di un evento che lui non avrebbe potuto in alcun modo evitare, nemmeno se fosse stato sobrio.

 

Come evitare quindi un'interpretazione ideologica del nuovo articolo 589 bis evitando un "eccesso di pena"?

A questo fine il giudice dovrà fare un uso accorto delle possibili diminuzioni di pena legate alle eventuali circostanze attenuanti generiche, e alla speciale attenuante prevista dalla stessa legge per il caso in cui l'incidente sia stato causato dalla colpa concorrente di altri soggetti (compresa la stessa vittima). E soprattutto bisognerà che il giudice accerti con particolare rigore che l'incidente si sia verificato proprio a causa della violazione delle norme del codice della strada da parte del conducente, escludendo invece ogni responsabilità penale se appaia verosimile che l'incidente si sarebbe comunque verificato anche ove il conducente avesse rispettato quelle norme. 

 

Quindi?

Le nuove norme, insomma, sono un'arma potente nelle mani delle procure e dei giudici: da maneggiare però con estrema cautela e da riservare ai soli casi più gravi di autentica criminalità stradale, per evitare risultati ingiusti e irragionevoli a danno di persone la cui condotta non sia stata magari irreprensibile, ma che certamente non meriterebbero di scontare pene così infamanti, dall'impatto potenzialmente devastante sulle loro vite.

 

(Luca Brambilla)



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