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PAPA/ L'intervista: terrorismo islamico? Colpa dell'esportazione violenta della democrazia

Il Sommo Pontefice ha concesso una intervista esclusiva al giornale francese La Croix, affrontando i più scottanti argomenti dell'attualità di oggi ecco cosa ha detto

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Papa Francesco ha concesso una intervista esclusiva al giornale francese La Croix, toccando i più importanti temi di attualità. Sull'immigrazione e la capacità dell'Europa di accogliere i profughi, ha detto che non si possono aprire le porte in modo irrazionale. Ha però chiesto come mai oggi ci siano tanti migranti, spiegando che causa di quanto succede è delle guerre in Medio Oriente e in Africa e il sottosviluppo del continente africano: "Se ci sono guerre è perché ci sono fabbricanti di armi - che possono essere giustificati per propositi difensivi - e soprattutto trafficanti di armi. Se c’è così tanta disoccupazione, è per mancanza di investimenti capaci di portare il lavoro di cui l’Africa ha così tanto bisogno". La peggior cosa che si possa fare, ha spiegato, ancora è "ghettizzare i migranti": "A Bruxelles, i terroristi erano belgi, figli di immigrati, ma cresciuti in un ghetto. A Londra, il nuovo sindaco musulmano ha prestato il suo giuramento in una cattedrale e sicuramente incontrerà la regina. Questo mostra la necessità che l’Europa riscopra la sua capacità di integrare. Penso qui a Gregorio Magno, che aveva negoziato con popoli conosciuti come barbari, i quali si sono poi integrati". A questo si collega una idea di mercato libero che non funziona, "caduto nell'idolatria del denaro". Un mercato  completamente libero non funziona, ha aggiunto: "I mercati in sé sono un bene ma richiedono una parte terza o uno stato che li monitori e li bilanci. In altre parole ciò che serve è un’economia sociale di mercato". Sull'Islam ha detto che è vero che l'idea di conquista appartiene a quella religione, ma si potrebbe dire lo stesso del vangelo di Matteo, "quando Gesù invia i suoi discepoli a tutte le nazioni". Invece di fronte al terrorismo islamico "sarebbe meglio interrogarci sul modo in cui un modello troppo occidentale di democrazia è stato esportato in paesi come l’Iraq, dove un governo forte esisteva in precedenza. Oppure, in Libia, dove esiste una struttura tribale. Non possiamo andare avanti senza prendere in considerazione queste culture". A proposito del concetto di laicità francese, il papa ha detto che gli stati devono essere secolari, con una solida legge che garantisca la libertà di religione: "Se una donna musulmana vuole indossare il velo, deve poterlo fare. Allo stesso modo, se un cattolico vuole indossare una croce. Le persone devono essere libere di professare la loro fede nel cuore delle loro proprie culture e non ai loro margini. La modesta critica che io vorrei rivolgere alla Francia riguarda il fatto che esagera con la laicità. Questo porta a considerare le religioni come sotto-culture, piuttosto che culture a pieno titolo con i loro diritti. Temo che questo approccio, un comprensibile patrimonio dei Lumi, continui ad esistere. La Francia ha bisogno di fare un passo avanti su questo tema al fine di accettare il fatto che l’apertura alla trascendenza è un diritto per tutti". Su aborto, eutanasia e valori etici ha detto che va rispettata la libertà di obiezione di coscienza perché è un diritto umano. 

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