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CARLA CAIAZZO / Bruciata viva dall'ex compagno, ora si sta riprendendo: "resto aggrappata all'amore vero" (Storie Vere, 18 maggio 2016)

Pubblicazione:mercoledì 18 maggio 2016

Eleonora Daniele, conduttrice di Storie Vere Eleonora Daniele, conduttrice di Storie Vere

CARLA CAIAZZO, BRUCIATA VIVA DALL'EX COMPAGNO: ORA SI STA RIPRENDENDO. "RESTO AGGRAPPATA ALL'AMORE VERO" (STORIE VERE, 18 MAGGIO 2016) - "Ora voglio vedere se saprai ancora sorridere e divertirti". Sono queste le parole che l'ex compagno di Carla Caiazzo le disse prima di darle fuoco lo scorso febbraio. Il Mattino riporta le parole della 39enne di Pozzuoli, dei ricordi terribili presenti con insistenza ancora oggi, a pochi mesi dalla tragica vicenda. Ora Carla si sta lentamente riprendendo, grazie anche alla vicinanza della famiglia e dell'attuale fidanzato. Solo adesso può ripercorrere quei terribili attimi, anche se il dolore è ancora vivo. Se ne parlerà oggi nella puntata di Storie Vere, in onda su Rai 1 alle 10:00 del mattino. "Resto aggrappata all'amore per mia figlia", riferisce Carla Caiazzo nell'intervista, "resto aggrappata all'amore vero, quello della mia famiglia e del mio fidanzato che qui in ospedale non fa altro che ripetermi che sono bella davvero, ora più che mai, sono bella davvero". Il 50% del suo corpo è ricoperto dalle ustioni, dovute alla benzina ed al fuoco che ha appiccato l'ex compagno Paolo Pietropaolo, con il rischio di uccidere la figlia Giulia Pia che sarebbe nata di lì ad un mese. Il calvario in questi mesi è stato lungo e pieno di difficoltà, ma l'intervento tempestivo dei medici e la grande forza che dimostra la donna, le hanno permesso di farcela. "Per Giulia Pia", continuava a ripetersi Carla Caiazzo dopo la nascita della piccola, mentre si trovava ricoverata all'ospedale Cardarelli, nel reparto Grandi Ustionati. Nel frattempo, Paolo Pietropaolo è stato accusato di procurato aborto e tentato omicidio, un'accusa che si basa anche sulla sua confessione. L'uomo ha infatti rivelato di aver dato fuoco a Carla Caiazzo perché accecato dall'ira. Secondo le sue parole si tratterebbe quindi di un gesto impulsivo, ma gli inquirenti hanno già trovato alcune lettere in cui sembrerebbe evidente che la sua volontà di fare del male sia alla compagna che alla figlia risaliva già ad alcune settimane prima della tragedia. 



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